Come funziona l’algoritmo di Enjoy che valuta il tuo stile di guida

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Enjoy a Bologna
(Foto: Comune di Bologna Iperbole Rete Civica)

Accelerate improvvise. Frenate dolci o inchiodate. Strade di città o extraurbane. Orario di punta. Dal primo dicembre un silente osservatore valuta lo stile di guida di un automobilista a bordo di un veicolo Enjoy, dal momento in cui gira la chiave delle quattro ruote rosse a quello in cui termina il noleggio. Accelerazioni, decelerazioni, curve, tipo di strada, ora, giorno della settimana: sono questi i parametri che analizza l’algoritmo attivato a bordo delle automobili dell’azienda di car sharing, oggi presente a Milano, Torino, Roma, Firenze e Bologna con 2.550 Fiat 500 e 100 Fiat Doblò, prima di restituire un punteggio sulla conduzione al volante. La pagella va da 0 a 10: fino a 5,9 il giudizio è basso, da 6 a 7,9 medio, oltre alto.

Sviluppato da Octo telematics, società italiana specializzata in tecnologie per l’industria dei trasporti, l’algoritmo è stato annunciato il 30 ottobre, con un’email di Enjoy che comunicava, tra le nuove condizioni del contratto, il sistema di punteggi, che il cliente può visualizzare 30 minuti dopo la fine del noleggio via app, dove trova anche le pagelle delle ultime tre corse. Sono due gli obiettivi dell’algoritmo, recitano le condizioni contrattuali all’articolo 18: da un lato “incentivare comportamenti di guida che contribuiscano a una maggiore sicurezza stradale per il cliente e per i terzi”; dall’altro, Enjoy intende “tutelarsi da comportamenti che possano danneggiare i propri veicoli”.

L’esaminatore automatico

L’algoritmo prende in esame vari parametri. In primis rileva “gli eventi accelerometrici (cioè accelerazioni e decelerazioni longitudinali nonché eventi laterali, il cosiddetto “cornering”), così come il numero di eventi che occorrono nel corso del singolo noleggio, la loro durata in millisecondi e la relativa intensità in milligrammi”, spiega Enjoy a Wired. A quel punto, il programma li combina con il contesto di guida (strada urbana, extraurbana o autostrada), giorno della settimana (feriale o festivo) e ora (giorno, sera, notte) e assegna il punteggio da 0 a 10. “Lo stesso evento misurato in un contesto rischioso (notoriamente orario di punta, giorno feriale, contesto urbano) potrà portare a una riduzione maggiore dello score complessivo di guida, rispetto a uno stesso evento ma in un contesto meno rischioso (domenica e festivi, contesto extraurbano)”, spiega l’azienda.

Cosa succede a chi prende un voto basso? Magari per tre volte di seguito? Al momento, risponde il gruppo del car sharing della galassia Eni, “non sono previste conseguenze negative, ma solo valutazioni di possibili soluzioni che consentano di prevenire la precoce usura della flotta Enjoy e quindi garantire il buono stato manutentivo”. Tuttavia, chiosa l’azienda, che non ha saputo fornire a Wired un dato sugli incidenti che hanno coinvolto i suoi veicoli nel 2019, in futuro, si potrà eventualmente pensare di incentivare i comportamenti virtuosi e di disincentivare i comportamenti che ripetutamente dimostrino di adottare uno stile di guida non diligente e in violazione dei canoni di sicurezza richiesti da Enjoy e, più in generale, imposti dal Codice della strada, facendo ricorso, quale extrema ratio, anche alla sospensione del servizio e/o risoluzione del rapporto contrattuale”.

L’uso dei dati

Enjoy, che ha lanciato a Milano nel 2013 il suo car sharing, ha deciso di introdurre il nuovo algoritmo dopo le recenti modifiche al codice della strada (luglio 2020). Lo ha sviluppato Octo Telematics. Nato nel 2002, il gruppo con sede a Roma offre tecnologie per la gestione digitale di flotte aziendali, mobilità smart e mondo assicurativo. Sul sito dichiara 6 milioni di utenti connessi, il più grande database globale di dati di guida, 480mila sinistri ed eventi assicurativi analizzati e più di 400mila noleggi di veicoli gestiti ogni mese.

Enjoy fa sapere che non condividerà i dati del punteggio con soggetti terzi. E aggiunge: “Il medesimo parametro sarà applicato anche a Octo Telematics, in qualità di fornitore del relativo software”. Per l’algoritmo è stata fatta valutazione di impatto della protezione dei dati (Dpia). Le informazioni, registrate dalle centraline a bordo delle auto e poi restituite in app agli utenti, saranno conservate “per il solo tempo necessario alle finalità connesse al trattamento, in ogni caso non oltre un anno dal termine della fase di prima valutazione (in considerazione delle tempistiche di rinnovo del parco auto e dell’effetto sulla manutenzione predittiva delle auto)”, fa sapere l’azienda.

Ma se in futuro dovesse introdurre premi per gli automobilisti virtuosi e sanzioni per quelli con punteggi bassi, Enjoy precisa che i dati raccolti verranno conservati per la durata necessaria a giustificare eventuali futuri effetti contrattuali (positivi o negativi) connessi al punteggio attribuito all’utente”.

Per quanto al momento sia usato per manutenzione predittiva e per restituire al cliente un’idea del suo stile di guida, l’algoritmo solleva degli interrogativi per eventuali usi futuri che prevedano l’implementazione di processi decisionali automatizzati. Argomento di cui si occupa all’articolo 22 il regolamento generale europeo per la protezione dei dati (Gdpr). Che stabilisce, spiega Marco Ciurcina, avvocato specializzato in digitale, che “l’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione automatizzata, anche se ci sono dei casi in cui questa regola non si applica”. Per esempio, spiega, “il caso in cui la decisione sia necessaria per la conclusione o l’esecuzione del contratto”.

All’articolo 3 della politica sulla privacy di Enjoy si legge che i dati raccolti e analizzati dall’algoritmo sono trattati per le finalità necessarie del contratto. “Ho dei dubbi sulla natura necessaria di questo trattamento”, commenta Ciurcina. Lo stesso consiglio dei Garanti europei della privacy (Edpb) invita a interpretare restrittivamente quel “necessario”.

 

Eco-score di Share Now

Il mercato dei big data

Secondo un recente studio della società di consulenza Price Waterhouse Coopers (Pwc), l’analisi di dati sui trasporti è l’architrave per pianificare i servizi in un periodo di incertezza come quello dell’emergenza Covid-19, e proprio la mobilità condivisa gioca un ruolo da protagonista per alleggerire la pressione sui mezzi pubblici. Ad aprile un rapporto del centro studi Global Market Insights evidenziava una crescita media annuale del 24% per l’industria global del car sharing, fino a raggiungere nel 2026 un giro d’affari di 9 miliardi di dollari (contro i 2,5 del 2019), guidata, tra gli altri fattori, dall’applicazione a bordo di nuove tecnologie. La stessa Commissione europea ha finanziato un progetto di ricerca, Track & Know, per elaborare modelli di analisi dei dati prodotti dai trasporti.

Anche l’altro principale concorrente di Enjoy in Italia, Share Now (che ha aggregato Car2go e Drive Now), indica nella sua politica per la privacy che i dati personali potranno essere usati per valutare lo stile di guida, assegnare un punteggio “cui possono essere associati vantaggi e trattare quelle informazioni “per finalità assicurative”. Tuttavia, fa sapere l’azienda a Wired, “il programma non è attivo, né in Italia” né in altri paesi in cui opera e “la funzionalità è già stata inclusa nei termini e condizioni nel caso in cui venisse prima o poi implementata”. Mentre il riepilogo che talvolta lampeggia al termine del noleggio di una Smart, il cosiddetto Eco-score (che riporta il grado di accelerazioni e di guida “previdente”) “è una funzione del veicolo non legata agli account – fa sapere Share Now – e non viene registrata”.

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