Quest’anno facciamo il calendario dell’Avvento al contrario

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(Foto: Pexels)

Il countdown al Natale è iniziato. Il primo dicembre milioni di mani hanno aperto la casella numero uno dei calendari dell’Avvento che, porticina dopo porticina, portano fino alla Vigilia, scoprendo cioccolatini, dolcetti o piccoli giochi che durano giusto il tempo della sorpresa. Altre mani hanno posato dentro una cesta o un cassetto una t-shirt che non indossano più o un pacco di caffè. Sono le mani di chi ha scelto di fare il calendario dell’Avvento al contrario, raccogliendo ogni giorno qualcosa da dare in beneficenza.

In un anno complesso come il 2020, in cui la pandemia causata dal covid-19 ha creato moltissimi nuovi poveri, l’idea del conto alla rovescia benefico sembra avere particolarmente senso. Inoltre, nei lunghi mesi di lockdown tanti si sono resi conto di avere in casa più di quello che serve: la sciarpa che non mettiamo mai potrebbe fare la felicità di qualcuno, anziché restare chiusa nell’armadio inverno dopo inverno. La scorta di pasta, forse, è fin troppo abbondante per una famiglia sola.

L’idea del reverse advent calendar non è nuova e, cercando sul web, abbiamo scoperto che alcune parrocchie lo organizzano da tempo (a Grandate, in provincia di Como, per esempio, o a Novara). Ma è un rito facile da mettere in pratica anche a casa, coinvolgendo anche i bambini. Basta scegliere dove raccogliere i beni da donare (può essere una cesta, una mensola, un sacco…) e, dal 1° al 24 dicembre, mettere da parte qualcosa. Ogni giorno oppure, come suggerisce l’Indipendent, anche ogni due giorni. Va bene tutto.

Si può scegliere un tema specifico (cibo, vestiti, giocattoli) o mixare le cose: dai libri per le associazioni che seguono i bambini in difficoltà alle coperte, dai maglioni alle scatolette di tonno, dal docciaschiuma alla confezione di riso. Ovviamente, deve essere tutto in buono stato. Donare, anziché ricevere, potrebbe essere la sorpresa più grande dell’Avvento 2020.

Oltre a riempire le caselline virtuali del vostro calendario benefico, informatevi su dove portare ciò che avete deciso di donare. Paradossalmente in questo periodo, in cui aumentano le persone in difficoltà, le raccolte di abiti usati o di generi alimentari sono complicate dal virus. Chiedete in primis alle realtà del vostro quartiere, dalle parrocchie alle associazioni (ci sono anche negozi che espongono ceste di cibo per chi ne ha bisogno), e poi a quelle della vostra città. Potete provare, per esempio, con la Caritas, l’Opera San Francesco, Progetto Arca, Croce Rossa (quella di Biella ha organizzato una raccolta dell’Avvento solidale). Ricordate che anche i cassonetti gialli per gli abiti usati, sparsi in molte città, sono spesso collegati a enti benefici che raccolgono e ridistribuiscono i capi.

Se siete bloccati in casa e la gestione della consegna del vostro bottino dell’Avvento vi spaventa, potreste optare per una versione totalmente virtuale del countdown benefico, donando ogni giorno una piccola somma online ad associazioni e ong che avete voglia di sostenere.

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