Parecchie regioni cambiano colore (mentre l’Abruzzo resta l’unica rossa)

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(foto: Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Dopo il nuovo dpcm del 3 dicembre con le misure anti Covid-19 per le feste di Natale, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato le ordinanze per la riclassificazione delle regioni secondo il regime differenziato in base al rischio di contagio. Si allentano quindi le restrizioni da domenica 6 dicembre: Campania, Provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta e Toscana da zone rosse diventeranno arancioni (come già successo a Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte venerdì 27 novembre); mentre Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria da zone arancioni tornano a gialle (come già Lazio, Liguria, Molise, Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto lo scorso venerdì).

L’unica regione d’Italia a rimanere zona rossa al momento è l’Abruzzo, in quanto ultima in ordine di tempo a essere entrata nella fascia di rischio più elevato. Tuttavia, in base al monitoraggio settimanale della Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute, tutte le regioni stanno migliorando: l’indice di contagio Rt nazionale scende per la prima volta da settimane sotto l’1, cioè a 0,91%. Nella settimana presa in considerazione dal monitoraggio, quella dal 23 al 29 di novembre, c’è stata una diminuzione significativa dell’incidenza di infezioni di coronavirus, che è stata di 590,65 casi per 100mila abitanti contro i 706,27 della settimana precedente.

L’impatto sui sistemi sanitari, però, rimane ancora alto, con 18 regioni e province autonome che il 1° dicembre avevano superato almeno una soglia critica di occupazione dei letti, ossia quella di area medica (40%) o quella di di terapia intensiva (20%) o entrambe.

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