Una ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale accusa Google di censura

0
43
Questo post è stato pubblicato qui
(foto: Kimberly White/Getty Images for TechCrunch)

Giovedì 3 dicembre Timnit Gebru, esperta di etica tecnologica e ricercatrice di intelligenza artificiale per Google, ha annunciato con un tweet di essere stata licenziata dal colosso informatico per essersi opposta a quella che ha definito come una vera e propria censura del proprio lavoro accademico.

Nel corso del mese di novembre un senior manager di Google ha chiesto a Gebru di rimuovere il suo nome da una bozza di ricerca (o di ritirarla del tutto) che stava producendo come coautrice, perché “una revisione interna aveva trovato i contenuti discutibili”. Il documento in questione discuteva di questioni etiche sollevate dai recenti progressi nella tecnologia di intelligenza artificiale applicata al linguaggio – che Google ha definito molto importante per il proprio futuro – sollecitandone un uso responsabile e documentando l’utilizzo dei dati impiegati per creare modelli linguistici.

Gebru sostiene di aver obiettato che il processo di revisione della bozza di ricerca da parte dell’azienda non era accademico e nemmeno trasparente. “Mi sono sentita come se fossimo stati censurati e ho pensato che questo avesse implicazioni per tutta la ricerca sull’etica dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato l’esperta a Wired.

Gebru sostiene inoltre di aver offerto un accordo a Google: in cambio di una spiegazione completa rispetto all’accaduto e di un incontro con la direzione per concordare un processo equo di revisione della ricerca, Gebru avrebbe accettato di rimuovere il suo nome dal documento contestato. In caso contrario, si sarebbe dimessa dall’azienda, per essere libera di pubblicare il proprio studio senza l’affiliazione di Google.

Nelle stesse ore Gebru ha anche inviato una mail di denuncia al listserv interno al gruppo di ricerca sull’Ai di Google Brain Women and Allies (pubblicata da Platformer), raccontando la sua recente controversia con il colosso tecnologico come esempio di come i manager di Google possono mettere a tacere le persone appartenenti a minoranze.  Il quadro che emerge è desolante: fino al 2 dicembre, Gebru era una delle pochissime scienziate donne afroamericane presenti in azienda, che ha un 1,6% di dipendenti donne afroamericane nel suo complesso.

Nel giro di pochi giorni Gebru è stata messa alla porta: ha appreso dalla direzione che “le sue dimissioni erano state accettate” e ha scoperto che il suo account aziendale era stato disabilitato.

In una comunicazione inviata successivamente alla casella email personale di Gebru, un manager di Google le ha spiegato che le sue “dimissioni” avevano effetto immediato, perché il suo era un comportamento ritenuto non coerente con le aspettative di una manager di Google”. Quando la studiosa lo ha annunciato su Twitter, l’indignazione è cresciuta rapidamente tra i ricercatori del settore Ai, che hanno deciso di lanciare un appello in favore della collega sulla piattaforma Google Walkout For Real Change.

The post Una ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale accusa Google di censura appeared first on Wired.