Vaccini: Germania pronta con i centri, in Italia aspettiamo le “primule”

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Il 21 dicembre dovrebbe arrivare l’approvazione da parte dell’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, del vaccino Pfizer-BioNTech, il primo a essere a pronto e che è stato già approvato dalla FDA statunitense, l’agenzia corrispondente all’EMA in America, così come in Gran Bretagna che, non essendo più parte dell’UE, ha deciso di procedere da sola senza attendere l’autorizzazione dell’EMA. A stretto giro, poi, dovrebbe arrivare anche il via libera per il vaccino Moderna e via via tutti gli altri.

Insomma, entro questo mese i piani vaccinali dei Paesi europei potranno prendere il via e si dovrà agire quanto più in fretta possibile per scongiurare o quanto meno ridimensionare la temutissima terza ondata, che è considerata la più pericolosa perché potrebbe arrivare in concomitanza con l’influenza stagionale, ma in realtà potrebbe essere già iniziata e raggiungere la cresta dopo le festività natalizie o, come la prima ondata, a fine inverno-inizio primavera. Questa volta però, ci saranno i vaccini.

Ma i Paesi UE sono pronti con i loro piani vaccinali? In alcuni casi si direbbe che sono prontissimi, anzi, erano già pronti ieri. In particolare parliamo della Germania, che non a caso ha fatto forti pressioni sull’EMA affinché anticipasse la data dell’approvazione. Infatti fino a stamattina la data fissata era ancora il 29 dicembre, ma i media tedeschi e anche lo stesso ministro della Salute Jens Spahn indicavano come possibile data il 23 di questo mese, poi, a sorpresa, dopo un’iniziale smentita, l’EMA ha fissato la nuova data addirittura al 21.

E in Germania è praticamente già tutto pronto per procedere alle vaccinazioni, probabilmente già dal giorno successivo all’approvazione. Il ministero della Salute ha detto che i centri vaccinali sono in modalità “stand-by” ossia sono pronti e aspettano solo di essere usati. Essendo la nazione in cui è stato approntato il primo vaccino (Pfizer è tedesca) è ovvio che la Germania ci abbia tenuto più di altri ad affrettare i tempi, perché diventava ogni giorno più difficile spiegare ai cittadini come mai un vaccino prodotto in Germania sia disponibile prima in altri Paesi come Gran Bretagna e USA, ma ovviamente questo dipende dai tempi di approvazione dell’EMA.

La giornalista Jeanne Perego Schimpke, corrispondente da Germania, Austria e Svizzera, ha pubblicato su Twitter le foto che potete vedere nella gallery qui sotto dei centri vaccinali già pronti in Germania. A Rostock è stato allestito in una hall dell’aeroporto Rostock-Laage, in questo caso le foto sono state scattate durante l’allestimento, ma ora è già finito, poi ci sono luoghi come la storica Schützenhalle am Loh di Lüdenscheid, una città di 75mila abitanti in Nordreno-Vestfalia, che solitamente ospita eventi e ora è stata convertita in centro vaccinale, stessa sorte per il Palazzetto dello Sport di Kassel. Ovviamente viene garantito che l’ingresso e l’uscita dei pazienti siano separate, in modo che chi viene vaccinato non debba tornare indietro, ma procedere in avanti, non incontrando le altre persone in attesa del vaccino. E poi ci sono degli utilissimi centri mobili, come quelli della città di Norimberga (che ne ha in tutto otto), che serviranno per andare a vaccinare le persone che non si possono spostare, come per esempio gli ospiti elle RSA.

I centri vaccinali in Italia? In piazza e a forma di primula

Centri vaccinali in Italia a forma di primula

Premesso che anche in Italia ci saranno dei luoghi già esistenti che saranno convertiti in centri vaccinali, ma non è ancora stato spiegato quali saranno, come al solito nel nostro Paese si è preferito parlare prima e poi agire e sempre con un occhio di riguardo anche all’apparenza, perché siamo il Paese dell’arte e della bellezza. Questo concetto è stato dunque ripreso anche per la campagna vaccinale che si baserà su un simbolo in particolare, quello della primula.

Il progetto è stato presentato dal commissario straordinario Domenico Arcuri e dall’architetto Stefano Boeri. Un po’ come è successo con il Ponte di Genova, in cui un’eccellenza italiana (in quel caso Renzo Piano) è arrivata in soccorso regalando il progetto, anche in questo caso il creatore del Bosco Verticale ammirato da tutto il mondo ha regalato il progetto dei padiglioni temporanei in cui sarà somministrato il vaccino e in cui saranno diffuse informazioni sulla vaccinazione. Questi padiglioni saranno distribuiti in tutte le principali piazze italiane.

Perché sia stata scelta una primula come simbolo è stato illustrato proprio da Boeri e Arcuri, che hanno citato Pier Paolo Pasolini, che ha definito il sto come “un Paese di temporali e primule” e anche la Dama col mazzolino scolpita nel marmo da Andrea Del Verrocchio e che ritrate una giovane donna che stringe al petto un piccolo bouquet di primule, un fiore che rappresenta la rinascita della primavera dopo il gelo invernale.

È già pronto un video che sarà al centro della campagna di comunicazione sulle vaccinazione ed è stato spiegato come saranno realizzati i padiglioni temporanei: avranno una struttura portante in legno, smontabile e ri-assemblabile, posizionata su una pedana in legno prefabbricata. I percorsi e gli spazi interni saranno distribuiti in modo da assicurare “leggerezza, flessibilità, assorbimento acustico e trasparenza”. Ci sarà un rivestimento in materiale tessile idrorepellente all’esterno e anche dei sistemi prefabbricati in tessuto all’interno per differenziare gli spazi. Ogni struttura sarà autonoma dal punto di vista energetico grazie a dei pannelli fotovoltaici collocati sulla copertura.

Insomma, bellezza e design, stando al progetto, non mancheranno e sono due degli elementi per cui l’Italia da sempre si differenzia dal resto del mondo, tuttavia in questo caso c’è una cosa sola che serve davvero: l’efficienza. Questi padiglioni saranno efficienti? Ma soprattutto saranno pronti presto? Arcuri ha detto che lo saranno in un “tempo contenuto”, ma è una delle sue mille risposte vaghe sul piano vaccinale. Le persone hanno bisogno di sapere quando potranno vaccinarsi, quando si potrà tornare a una vita normale e che questo avvenga in una bellissima struttura sostenibile a forma di primula o in un furgone, sinceramente, importa molto poco. Ma è anche vero che le primule, si spera, potrebbero attirare anche i più scettici.

Se il progetto di Stefano Boeri e Domenico Arcuri dovesse funzionare, saremmo i primi a toglierci il cappello e a esserne orgogliosi, perché forse è anche questo che ci si aspetta dall’Italia, che riesca a tirare fuori il bello sempre e comunque, anche da una situazione orribile come quella che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Non resta che sperare che queste primule siano pronte prestissimo e che l’Italia si riempia davvero di queste strutture e soprattutto che dentro ci siano quanto prima le dosi necessarie per vaccinare tutta la popolazione.