Cosa sappiamo della campagna per i vaccini in Italia finora

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(foto: Getty Images)

Manca poco per l’avvio della campagna vaccinale anti Covid-19 in Italia: l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) si riunirà il 21 dicembre, in anticipo rispetto al 29 dicembre inizialmente previsto, per decidere sul vaccino Pfizer-BioNTechdopo aver ricevuto nuovi dati”. Se l’Ema dovesse dare la sua approvazione in anticipo, le prime dosi di Pfizer in Italia potrebbero arrivare anche prima di Capodanno.

Tuttavia, si tratterebbe di una cifra di dosi puramente simbolica, tra le 2mila e le 10mila al massimo, che potrebbero essere utilizzate per il cosiddetto V-day, ossia la giornata di avvio della campagna di vaccinazione a livello di Unione europea, con le somministrazioni messe a regime successivamente dai singoli paesi membri. Questo è quello che è stato delineato in una videoconferenza, nel pomeriggio di martedì 15 dicembre, fra i ministri della Salute di Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Lussemburgo, insieme ai colleghi di Svizzera e Gran Bretagna: l’obiettivo è di procedere alle prime simboliche vaccinazioni nel periodo fra Natale e Capodanno.

Sarà poi verso la Befana, il 6 gennaio 2021, che dovrebbe arrivare il grosso della fornitura iniziale di Pfizer in Italia, cioè 3,4 milioni di dosi che basteranno per 1,8 milioni di persone. Dopo la prima iniezione, infatti, sarà necessario ricevere un richiamo nel giro di tre settimane. Il governo italiano ha indicato all’azienda farmaceutica statunitense 291 punti di consegna, da cui le forze armate preleveranno le dosi.

I primi a essere vaccinati saranno gli anziani e il personale dipendente in Rsa e luoghi di cura, mentre la seconda ondata di somministrazioni dovrebbe spettare a forze dell’ordine, personale dei servizi di pubblica utilità (scuole, trasporto pubblico), detenuti, accanto agli anziani più vulnerabili. Ma ancora non è stato definito dal governo un piano ufficiale, nero su bianco, per la distribuzione del vaccino fra le diverse fasce di popolazione.

Il nostro paese ha diritto al 13,5% del totale delle dosi previste dagli accordi preliminari d’acquisto conclusi dalla Commissione europea, a nome di tutti gli stati membri, sui vaccini prodotti da sette aziende (Pfizer-BioNTech, AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sanofi-Gsk, CureVac e Moderna). Nel corso del 2021, all’Italia dovrebbero arrivare quindi 202 milioni di dosi, in grado di fornire circa un centinaio di milioni di coperture.

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