Trump minimizza sul cyberattacco agli Usa e incolpa (senza prove) la Cina

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U.S. President Donald Trump  (Photo by Drew Angerer/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti uscente Donald Trump, dopo che gli Stati Uniti hanno subito la più grave violazione dati della loro storia, ha minimizzato sulla su gravità puntando il dito, senza prove, contro la Cina. Inoltre, la Casa Bianca avrebbe dovuto rilasciare una dichiarazione in cui, viste le prove raccolte dagli esperti di cybersicurezza e dagli investigatori, incolpava la Russia di sponsorizzare il gruppo Cozy Bear, responsabile dell’attacco. Così però non è stato, anzi, secondo quanto riportato da Associated Press, ai funzionari responsabili della comunicazione della Casa bianca sarebbero state chieste le dimissioni poco prima di effettuare la comunicazione che puntava il dito contro la Russia.

Lo stesso presidente, Donald Trump, ha minimizzato la situazione con un tweet contraddicendo il suo segretario di Stato, Mike Pompeo che venerdì aveva affermato che “abbastanza chiaramente” c’era la Russia dietro le operazioni di cyberspionaggio che avevano colpito gli Stati Uniti:

Trump ha deriso la situazione affermando, senza prove, che il cyber attacco è stato ingigantito dai media e che il Cremlino è stato tirato in ballo solo perché è facile lamentarsi e incolpare la Russia quando si tratta di hacking.

Il presidente uscente ha così colto l’occasione al volo per accusare senza prove la Cina dell’attacco, indicando come questo avrebbe colpito anche le macchine per il voto poiché “è ovvio che ho vinto alla grande”. Ancora una volta così Trump ha ribadito di essere lui il vero vincitore delle elezioni presidenziali e non Biden. Ovviamente Twitter ha etichettato il post sottolineando che il risultato delle elezioni presidenziali è stato ufficializzato e che Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Biden, dal canto suo, ha immediatamente commentato l’accaduto affermando che “i nostri avversari dovrebbero sapere che, in qualità di presidente, non starò a guardare di fronte agli attacchi informatici alla nostra nazione”.

Trump, invece, anche in questa occasione ha dimostrato di fare orecchie da mercante nonostante le prove indichino un chiaro coinvolgimento del Cremlino. Lo stesso era accaduto nel 2016 quando un cyberattacco di origine russa cercò di interferire con le elezioni di allora.

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