Un mistero su Buzz Lightyear di Toy Story ha finalmente una risposta

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Ci sono misteri destinati a non venir mai risolti, di altri invece si discute per anni fino a ottenere quantomeno un’ipotesi di risposta. È quello che è accaduto per uno degli arcani che ha da sempre ossessionato gli appassionati di Toy Story, il mitico film d’animazione uscito nell’ormai lontano 1995.

Per venticinque anni i fan del capolavoro Pixar si sono arrovellati appunto su un mistero che per molti era più un buco di trama. Nel corso del film, facciamo la conoscenza di Buzz Lightyear, il ranger spaziale che fino alla fine non crede al fatto di essere un giocattolo. Eppure, ogni volta che il supereroe incontra un essere umano si paralizza esattamente come fanno tutti gli altri giochi protagonisti della pellicola. Una discrepanza non da poco, dato che l’accettazione della propria identità giocattolo è proprio un punto cardine di tutto il film.

Le ipotesi per tentare di spiegare la contraddizione si sono succedute numerose negli anni, ma finalmente in questi giorni c’è stata occasione di chiederne conto a Pete Docter, attualmente in promozione del suo ultimo film Soul, disponibile da Natale in streaming su Disney+, ma all’epoca sceneggiatore del primo Toy Story. Docter ha affrontato il tema, dunque, ma ovviamente a modo suo: “Penso che la risposta più semplice sia che devi cercare di capire a queli aspetti il pubblico darà più importanza o quanto meno indirizzarvi il suo interesse“, ha dichiarato il regista, aggiungendo che in definitiva nessuno alla Pixar ha dato davvero importanza a questo dettaglio ritenuto secondario: “Anche il nostro montatore [in Soul, ndr] Kevin Nolting, aveva una grande lavagna con scritto ‘logica’ e una grossa croce sopra“.

 

In sostanza la posizione ufficiale della Pixar, o almeno quella di Docter, è che quando si lavora con questi titoli così immaginifici non ci si deve troppo preoccupare delle concatenazioni logiche all’interno della trama. D’altronde lui stesso ha diretto anche Monsters & co., altro film noto per un enorme buco di trama, ovvero che cosa facciano i genitori di Boo, la bambina catapultata nel mondo dei mostri, mentre la loro figlia è assente per giorni.

Ci siamo fatti tutte queste domande, e ci siamo anche inventati diversi espedienti, ma non siamo arrivati da nessuna parte. Abbiamo ritenuto che il pubblico non avesse bisogno di saperlo visto che segue il punto di vista di Sulley [il mostro che adotta Boo, ndr], e neanche lui lo sa“, ha concluso Docter. Una soluzione che non è una soluzione, in fondo, ma perlomeno si può porre la parola “fine” alla questione. Nel frattempo Buzz sarà protagonista anche di Lightyear, una nuova serie animata Pixar in arrivo prossimamente su Disney+, e forse scopriremo di più su di lui.

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