Julian Assange non verrà estradato negli Stati Uniti

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(foto: Peter Macdiarmid/Getty Images)

Julian Assange non può essere estradato negli Stati Uniti per rispondere alle accuse di spionaggio e di pirateria informatica nei confronti del governo nordamericano: così ha deciso la giudice distrettuale britannica Vanessa Baraitser presso la Central Criminal Court (anche nota come Old Bailey) di Londra. È previsto un appello da parte degli Usa contro la sentenza, che arriva dopo settimane di udienze e una lunga campagna dei sostenitori di Assange, che ha definito le accuse statunitensi mosse contro di lui come un attacco alla libertà di stampa.

La giudice Baraitser ha sostenuto che il 49enne avrebbe verosimilmente passato la sua prigionia americana in isolamento in un carcere di massima sicurezza, e le procedure descritte dalle autorità statunitensi non avrebbero escluso in modo soddisfacente l’ipotesi di un suicidio da parte di Assange. “Trovo che le condizioni psichiche del signor Assange renderebbero oppressivo estradarlo negli Stati Uniti d’America”, ha detto Baraitser.

Il 49enne australiano fondatore di WikiLeaks è stato accusato dagli Stati Uniti di complicità nella violazione dello Us Espionage Act, dopo aver permesso la pubblicazione sulla sua piattaforma nel 2010 e 2011 di centinaia di migliaia di documenti riservati sulle guerre in Afghanistan e Iraq, insieme a numerosi messaggi diplomatici frutto di attività di hacking. Tuttavia l’imputato nega di aver complottato con l’analista della Difesa statunitense Chelsea Manning per violare i computer federali e afferma che non ci sono prove che la sicurezza di chiunque sia stata compromessa da WikiLeaks.

Assange è in custodia nel Regno Unito dall’aprile del 2019, quando è stato mandato via dall’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove si era rifugiato sette anni fa per evitare l’estradizione in Svezia per un caso di violenza sessuale che è stato successivamente archiviato.

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