5 startup europee da tenere d’occhio nel 2021

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I fondatori di Satispay: da sinistra, Dario Brignone, Alberto Dalmasso e Samuele Pinta (foto Satispay)
I fondatori di Satispay: da sinistra, Dario Brignone, Alberto Dalmasso e Samuele Pinta (foto Satispay)

Sono 10 le startup europee che nel 2020 si sono unite al novero degli unicorni nati nel Vecchio continente. Sono sessanta nel complesso, stando al sito specializzato Sifted, le società innovative europee valutate almeno un miliardo. Cresce anche in Europa, benché più lentamente rispetto agli Stati Uniti, il tessuto delle startup e delle aziende che scommettono sul digitale per crescere. Cinque di queste hanno le carte in regole per giocare un ruolo da protagoniste nel 2021.

Satispay

In Italia il nome quasi obbligato è quello di Satispay, l’app di pagamenti attualmente valutata intorno ai 250 milioni di euro. A novembre ha chiuso un mega round di finanziamento per l’ecosistema nazionale: 93 milioni di euro. Nella scaleup milanese sono entrati grandi investitori nazionali (Tim Ventures) e internazionali come Square, la società fintech di Jack Dorsey, fondatore di Twitter, e il colosso cinese di internet Tencent.

Ora l’app cofondata da Alberto Dalmasso è pronta a un’espansione europea, con un primo ingresso già effettuato in Germania e Lussemburgo. In Italia Satispay è ormai un player affermato con 1,4 milioni di utenti (450mila in più solo negli ultimi mesi di pandemia) e più di 130mila esercenti. D’altronde Satispay si è fatta trovare pronta anche all’ultima sfida in ordine temporale: il cashback di Stato. Mentre l’app statale Io soffriva nel gestire traffico e richieste di registrazione, gli utenti Satispay hanno potuto accedere da subito al programma di cashback.

G2 Esports

G2 Esports è la startup tedesca fondata da Carlos “Ocelote” Rodriguez, ex stella del videogame League of Legends, e da Jens Hilgers. L’obiettivo di G2 Esports è quello di creare il più forte team di esport al mondo, coprendo più giochi possibili. Nel 2020 ha vinto l’equivalente del campionato europeo di League of Legends in primavera e in estate, dopo essersi piazzato invece al secondo posto nel mondiale 2019.

Attualmente fanno parte di G2 Esports giocatori professionisti di Valorant, Fortnite, Counter-Strike e altri titoli. Finora G2 Esports ha raccolto circa 27 milioni di dollari in finanziamenti, considerando la crescita costante del mercato dei videogiochi e l’interesse del pubblico per gli stream videoludici.

Yubo

Opera nel mondo dei social network Yubo, l’app creata a Parigi per favorire la nascita di amicizie a distanza tra giovani e giovanissimi, con età compresa tra i 13 e i 25 anni. In pratica lo stesso target principale di TikTok. Yubo, nata nel 2015, punta sull’integrazione di chat e live stream per favorire l’interazione a distanza tra i suoi utenti.

Il 2020 è stato un anno di svolta per la startup, composta da sole 15 persone. Prima della pandemia, a dicembre 2019, Yubo ha raccolto un finanziamento (serie B) di 12,3 milioni di dollari. A novembre 2020 è arrivata la vera spinta: il nuovo round (serie C) con oltre 47 milioni di dollari raccolti. Nel 2021 il distanziamento fisica potrà essere ancora una realtà quotidiana in Europa, almeno finché le vaccinazioni di massa non produrranno i loro effetti. In questo contesto Yubo è una startup che potrebbe crescere molto nei prossimi mesi.

Karakuri

Dall’Inghilterra, invece, arriva una spinta a innovare il mondo della ristorazione, in particolare quello del catering. Un settore messo in ginocchio dalla pandemia. L’idea di Karakuri è quella di sostituire i camerieri con braccia robotiche, in grado di gestire buffet e servire direttamente nei piatti degli ospiti.

La startup londinese vuole automatizzare il più possibile anche la preparazione dei cibi in cucina, sviluppando robot specializzati. A dicembre ha lanciato il primo prototipo di mensa automatizzata. Uno scenario futuristico e che probabilmente farà storcere il naso agli appassionati di cucina, ma certamente interessante. Finora Karakuri ha raccolto più di 13 milioni di sterline in finanziamenti.

Chatterbox

Chatterbox è una piattaforma online attiva dal 2016, che permette a persone rifugiate di insegnare online la propria lingua madre. La startup è stata fondata da Mursal Hedayat, nata a Kabul ma arrivata a Londra da bambina. Mursal ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà d’integrazione della sua famiglia, composta da medici e avvocati, professionisti giunti in Inghilterra come rifugiati.

Nel 2020 Microsoft ha selezionato Chatterbox come startup for good, cioè tra quelle che usano l’intelligenza artificiale per generare un impatto positivo sulla società e che sono direttamente incubate dal colosso di Redmond. Finora l’idea di Mursal ha permesso ad almeno 110 rifugiati e richiedenti asilo di di trovare una nuova opportunità lavorativa grazie all’insegnamento online.

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