Nuovi criteri per decretare la zona rossa? Ecco cosa propone l’ISS

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Il sistema a colori per definire le limitazioni in vigore in Italia durante la seconda ondata della pandemia proseguirà anche per questi primi mesi del 2021, anche se potrebbero cambiare i criteri con cui la zona rossa, arancione e gialla saranno definite. Al momento, se escludiamo il periodo che si concluderà il prossimo 15 gennaio in cui le misure in Italia sono state uniformate, a definire i “colori” delle Regioni sono i famosi e spesso contestati 21 parametri che non si sono dimostrati, sul lungo periodo, particolarmente efficaci.

Il caso più emblematico della tutt’altro che ottima efficacia di quei 21 parametri di rischio è rappresentato dal Veneto, la Regione al momento più colpita dalla pandemia da COVID-19 con 90.950 persone attualmente positive e un incremento giornaliero che non scende sotto le 3mila unità ormai da settimane. Nonostante i contagi in costante aumento, la Regione guidata da Luca Zaia è sempre rimasta in zona gialla e il merito è da attribuire all’ottima tenuta del sistema sanitario regionale che ha bilanciato gli altri parametri.

Oggi, dopo settimane di zona gialla – ad eccezione del periodo natalizio in cui tutta l’Italia si è tinta di rosso e arancione a seconda dei giorni – il Veneto resta la Regione più colpita per numero di positivi. Da qui, e dopo le ripetute pressioni dei governatori di tutte le Regioni, la decisione del cambio di rotta.

Almeno per decretare le zone più a rischio è necessario rivedere il sistema di classificazione e, sono indiscrezioni di queste ore, la novità potrebbe essere in dirittura d’arrivo. La proposta alternativa arriva dall’Istituto Superiore di Sanità e, lo scrive oggi il Corriere Della Sera, sarebbe già stata approvata dal Comitato Tecnico Scientifico.

Cosa prevedono i nuovi criteri dell’ISS per la zona rossa

La proposta dell’Istituto Superiore di Sanità che il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia illustrerà nelle prossime ore ai governatori della Regioni prevede l’ingresso automatico nella zona rossa – con le relative misure restrittive che dovrebbero rimanere invariate – per le Regioni che registreranno più di 250 contagi ogni 100mila abitanti in una settimana.

Quali Regioni finirebbero subito in zona rossa?

In base ai dati dell’ultimo monitoraggio della cabina di regia, relativo alla settimana dal 28 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021, l’unica Regione con più di 250 contagi ogni 100mila abitanti, destinata quindi a diventare zona rossa è il Veneto con un’incredibile incidenza di 454.31 contagi ogni 100mila abitanti.

A rischio, invece, l’Emilia-Romagna e la Provincia Autonoma di Bolzano, rispettivamente con 242.44 e 231.36 casi ogni 100mila abitanti.

Di seguito l’incidenza dei casi di COVID ogni 100mila abitanti di tutte le Regioni e province autonome italiane. Tra parentesi è indicato l’RT medio degli ultimi 14 giorni, sempre secondo l’ultimo monitoraggio della cabina di regia:

  • Abruzzo: 115.95 casi per 100.000 abitanti (RT: 0.89)
  • Basilicata: 111.86 per 100.000 (RT: 0.9)
  • Calabria: 82.3 per 100.000 (RT: 1.15)
  • Campania: 96.72 per 100.000 (RT: 0.79)
  • Emilia-Romagna: 242.44 per 100.000 (RT: 1.07)
  • Friuli Venezia Giulia: 205.39 per 100.000 (RT: 1)
  • Lazio: 160.63 per 100.000 (RT: 0.99)
  • Liguria: 131.03 per 100.000 (RT: 1.06)
  • Lombardia: 133.69 per 100.000 (RT: 1.22)
  • Marche: 201 per 100.000 (RT: 0.98)
  • Molise: 119.76 per 100.000 (RT: 1.03)
  • PA Bolzano: 231.36 per 100.000 (RT: 0.91)
  • PA Trento: 128.42 per 100.000 (RT: 0.87)
  • Piemonte: 124.27 per 100.000 (RT: 0.93)
  • Puglia: 178.65 per 100.000 (RT: 1.03)
  • Sardegna: 78.01 per 100.000 (RT: 0.95)
  • Sicilia: 133.52 per 100.000 (RT: 1.03)
  • Toscana: 78.95 per 100.000 (RT: 0.91)
  • Umbria: 141.66 per 100.000 (RT: 1)
  • Valle D’Aosta: 117.93 per 100.000 (RT: 1.09)
  • Veneto: 454.31 per 100.000 (RT: 1)

E la zona bianca? Potrebbe scattare per le Regioni con RT pari a 0.50

Da giorni si vocifera anche dell’istituzione di una zona bianca per quelle Regioni in cui la pandemia sembra sotto controllo e in cui sarà possibile un ritorno ad una semi-normalità con più libertà di spostamento e un maggior numero di attività aperte. Sempre secondo l’ISS e il CTS quella soglia potrebbe essere decisa in base all’indice di contagio RT. La proposta è quella di far scattare la zona bianca per le Regioni con un indice RT inferiore o pari a 0.50.

Sempre sulla base dell’ultimo monitoraggio della cabina di regia, quindi, nessuna Regione o provincia autonoma finirebbe subito in zona bianca.