Quando arriverà in Italia il vaccino anti-COVID di AstraZeneca?

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Il vaccino contro il COVID messo a punto da AstraZeneca e dall’Università di Oxford, già in corso di somministrazione nel Regno Unito da poco più di una settimana, potrebbe arrivare anche in Italia prima del previsto. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha ricevuto in queste ore la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per il vaccino conosciuto come COVID-19 Vaccine AstraZeneca e ha già anticipato che il via libera potrebbe arrivare entro la fine di gennaio, il 29 per l’esattezza, “purché i dati su qualità, sicurezza ed efficacia del vaccino presentati siano sufficientemente solidi e completi e che eventuali informazioni aggiuntive richieste per completare la valutazione siano trasmesse tempestivamente“.

Nessuna certezza, quindi, ma l’EMA si è già portata avanti analizzando una parte dei dati relativi al vaccino nel corso di una revisione ciclica: i dati derivanti da studi di laboratorio, i dati sulla qualità del vaccino e le prime evidenze su sicurezza ed efficacia provenienti dall’analisi aggregata di dati clinici intermedi di quattro studi in corso nel Regno Unito, in Brasile e in Sudafrica.

I prossimi passaggi per il vaccino di AstraZeneca in Italia

Seguendo lo stesso percorso che abbiamo già visto per gli altri due vaccini anti-COVID già in corso di distribuzione in Italia, quello di Pfizer-BioNTech e quello di Moderna, se secondo l’EMA i benefici del vaccino superano i rischi nella protezione contro COVID-19, l’Agenzia UE formulerà una raccomandazione per il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio subordinata a condizioni e, in tempi rapidi, anche gli enti nazionali – l’Agenzia Italiana del Farmaco nel nostro caso – daranno il via libera alla somministrazione ai cittadini nei singoli Paesi UE.

Il vaccino di AstraZeneca è in produzione ormai da settimana e non appena arriverà il via libera dell’EMA, e poi quello dell’AIFA, le prime dosi dovrebbero arrivare anche nel nostro Paese nel giro di pochi giorni. Le prime dosi del nuovo vaccino, se non ci saranno slittamenti, potrebbero essere somministrate già durante la prima settimana del mese di febbraio.

Perché si tratta di una buona notizia per l’Italia?

Il via libera al vaccino di AstraZeneca assicurerà all’Italia, al momento tra i Paesi più virtuosi sul fronte della vaccinazione contro il COVID, una tabella di marcia senza clamorosi ritardi nonché notevoli vantaggi anche sul fronte della conservazione e distribuzione delle dosi di vaccino, come aveva confermato il Ministro Speranza qualche settimana fa:

Il vettore virale è prodotto a Pomezia, nell’impianto Irbm, l’infialamento avviene ad Anagni, e la conservazione delle dosi non ha bisogno di temperature a 75 sotto zero. Vuol dire che per noi, sfruttando Pratica di Mare come hub, sarà tutto più semplice: produzione, distribuzione, conservazione.

Secondo quanto previsto dal piano strategico per la vaccinazione contro il COVID-19, il vaccino di AstraZeneca è fondamentale, almeno nella prima parte del 2021. Nel primo trimestre del nuovo anno – questo era il programma originale, ma senza il mese di gennaio su cui contare un piccolo slittamento è inevitabile, l’Italia poteva contare su 16 milioni di dosi targate AstraZeneca, 8 milioni di Pfizer/BioNTech, 2 milioni di CureVac e 1,3 milioni di Moderna per un totale di 28 milioni di dosi entro marzo 2021 e ben 57 milioni tra aprile e giugno 2021, di cui ben 24 milioni in arrivo da AstraZeneca, così distribuite per trimestre: