A chi spettano i diritti del musical di Ratatouille su Tiktok?

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Locandina del musical di Ratatouille (fonte: Twitter)

Il musical TikTok Ratatouille, ovvero il Ratatousical, ha debuttato online il giorno di Capodanno e ha già venduto più di un milione di dollari in biglietti. Una parte degli incassi verrà devoluta all’Actors Fund, che sostiene gli artisti e i lavoratori dell’industria dello spettacolo, in questo periodo di particolare difficoltà.

Il musical ha preso progressivamente forma su TikTok dove per diversi mesi, compositori, fan, scenografi, costumisti e coreografi hanno contribuito alla creazione dei numeri musicali, canzoni e persino un manifesto per il finto “spettacolo” basato sul film d’animazione Pixar del 2007.

La Seaview Productions ha, poi, prodotto lo spettacolo in collaborazione con TikTok, e, sembra, con il placet della Disney. La produzione ha potuto contare sulla partecipazione di alcune grandi star di Broadway che si sono esibite e hanno cantato sulle musiche eseguite anche dall’orchestra di Broadway Sinfonietta.

Verso la fine dello spettacolo, compaiono anche molti dei tiktoker che hanno contribuito alla creazione dello show e che, pare, siano stati retribuiti per il loro contributo creativo.

Tutto è iniziato quando Emily Jacobsen, una maestra americana, ha scritto una ballata in onore di Remy, il topolino che sogna di diventare uno chef. Il video di Jacobsen è stato poi trasformato da Daniel Mertzlufft, compositore e arrangiatore, che ha riarrangiato il pezzo trasformandolo in un grande numero musicale, stimolando l’immaginazione di migliaia di utenti di TikTok. L’esercizio creativo è, quindi, diventato virale ed ha condotto allo show del primo dell’anno.

Di chi sono i diritti?

Ma chi possiede il diritto d’autore sulle opere create dagli utenti di TikTok? In generale, chiunque crei una propria canzone o coreografia su TikTok ne è l’autore e possiede automaticamente i diritti di esclusiva sull’opera, a condizione che ricorrano i presupposti per la tutela. Più complesso capire chi sia l’autore laddove il contributo creativo consista nella progressiva elaborazione di un’opera grazie al contributo di più soggetti. Ma il tema della paternità dell’opera è solo il primo dei problemi. I tiktoker sono inoltre dislocati in tutto il mondo, e non è quindi agevole l’identificazione della legge applicabile al risultato del loro contributo creativo. La legge applicabile all’opera creativa dovrà poi coordinarsi con la legge applicabile al contratto che regola il rapporto tra la piattaforma e i propri utenti.

La trama del musical Ratatousical, la sceneggiatura, e i personaggi della storia poi sono gli stessi del film originale della Pixar (ora della Disney), tanto che il risultato finale sembra quasi essere quello di un remake molto creativo, nonostante le evidenti differenze sotto il profilo delle soluzioni espressive e il mezzo di comunicazione adottato. Questo però non sembra aver aperto alcun fronte legale con la Disney che pare abbia avvallato il progetto, cosa che permetterà a una larga fascia di giovani e giovanissimi di conoscere la storia del topolino Ratatouille, nonostante l’uscita del film risalga ormai a 13 anni fa.

Ma cosa succederebbe se fosse la Disney, o un soggetto diverso, non d’accordo con TikTok, a voler utilizzare i contribuiti creativi dei tiktoker, confluiti o meno nel musical Ratatousical? Avrebbe bisogno del consenso dagli autori di tali opere, ammesso che di opere creative originali si tratti? Le condizioni generali di TikTok non prevedono una cessione a favore della piattaforma dei diritti di copyright dei tiktoker. Gli autori rimangono titolari del diritto d’autore sui rispettivi contributi creativi, ma questo diritto è fortemente ridimensionato, in ragione delle previsioni contrattuali della piattaforma che gli utenti accettano una volta scaricata l’app. Queste prevedono che gli utenti, con la pubblicazione sulla piattaforma dei propri contenuti, concedono una licenza irrevocabile, non esclusiva, perpetua, sub-licenziabile e gratuita a favore della piattaforma e degli altri utenti, i quali acquisiscono il diritto di copiare, modificare e condividere i medesimi contenuti.

Gli autori rinunciano inoltre a far valere il proprio diritto morale sui propri contenuti ed infine rinunciano al diritto al compenso per lo sfruttamento della propria opera. Le condizioni contrattuali di TikTok prevedono che i tiktoker non abbiano il diritto di ricevere alcun corrispettivo derivante dall’uso e sfruttamento dei contenuti originali pubblicati sulla piattaforma ed è vietata la “monetizzazione” dei medesimi contenuti anche su piattaforme di terzi (inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, YouTube, Facebook, Instagram, Twitter o altra piattaforma di social media).

Pagare i creativi

Quindi sembra che i tiktoker non possano essere pagati, ma al contrario che possa essere remunerato TikTok, posto che nulla sembra impedire alla piattaforma di poter autorizzare, anche a fronte di un compenso, terzi ad utilizzare le opere pubblicate sulla piattaforma, anche modificandole, onde realizzare opere derivate basate sui contribuiti creativi pubblicati sulla piattaforma e magari ripubblicati poi su piattaforme diverse. Sarà interessante verificare se queste condizioni contrattuali potranno reggere al vaglio dei giudici dei paesi europei.

Nel mentre gli autori interessati a pubblicare su questa piattaforma dovranno confrontarsi con il fatto che TikTok, come potrebbe accadere per altre piattaforme, potrebbe giocare il ruolo del terzo incomodo nello sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale. Lo abbiamo già visto per quanto riguarda Instagram, ed è a maggior ragione vero per TikTok, le cui condizioni contrattuali sono ancora più stringenti.

Un correttivo in direzione opposta potrebbe essere rappresentato dal servizio “Creator Fund”, di recente lanciato da TikTok, il quale permetterebbe agli autori più creativi ed assidui di guadagnare dai loro video, un po’ sulla scia del business model di Youtube.

Vedremo in che direzione evolverà la piattaforma che sta dando filo da torcere a Instagram e Youtube, e che sembra stia consentendo di svelare la parte più artistica del web. Sembra quasi che, con i dovuti paralleli, TikTok abbia fatto proprie le parole del critico culinario Ego del film Ratatouille: “Non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque”.

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