5 cose che ci ha insegnato La donna bionica

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Esattamente 45 anni fa, il 14 gennaio 1976, faceva la sua comparsa sull’emittente pubblica americana Abc (da noi arriverà solamente sei anni dopo, attestandosi come “telefilm degli anni ’80”), La donna bionica. Tra gli spin-off di maggior successo della storia della televisione, nasceva come costola del promettente L’Uomo da sei milioni di dollari, che mischiava azione e fantascienza in un formato per famiglie. La protagonista Jaime Sommers era la vittima di un  incidente con il paracadute risvegliatasi con alcune parti del corpo meccaniche: entrambe le gambe, il braccio destro, un orecchio. A salvarla, con un intervento tecnologicamente all’avanguardia, era stata l’Osi, un’organizzazione governativa che aveva poi preteso in cambio la sua collaborazione a missioni spionistiche, così come già faceva il suo spasimante Steve nella serie principale.

La donna bionica ebbe un successo strepitoso (naturalmente non replicato dal tentativo di remake del 2007) negli Stati Uniti, ma anche soprattutto in Europa e in Asia. Ancora oggi i k-drama, nuove punte di diamante della piattaforma digitale Netflix, utilizzano l’effetto sonoro caratteristico che accompagnava le manifestazioni di estrema forza di Jamie quando si presenta una scena dove un personaggio si produce in uno sforzo eccessivo: tutti riconoscono ancora la citazione a distanza di quasi mezzo secolo. Di questo sono fatti i cult, e non solo: un vero cult ha valore didattico. Ecco che cosa ci ha insegnato La donna bionica.

1. Superare la crisi d’identità, emanciparsi e… fare coming out

https://www.youtube.com/watch?v=hZLm8B2LIs4

Insieme alle contemporanee Charlie’s Angels e alla Wonder Woman interpretata dalla spettacolare Lynda Carter, Lindsay Wagner e la sua Jaime Sommers sono apprezzati esempi di personaggi femminili forti della tv anni ’70, nonché icone Lgbt+. Secondo il professore universitario David Greven, Jamie è una figura fondamentale per la comunità Lgbt+ grazie al suo percorso di presa di coscienza di sé. Nel corso di tre stagioni Jamie attraversa una fase di fortissimo rigetto della propria condizione di cyborg, viene piano piano a patti con la propria natura e impara ad accettarsi e a farsi accettare dagli altri. Tutto questo in un modo molto simile, ricorda il professore, al percorso da lui stesso attraversato verso il coming out. Il discorso vale per qualsiasi teenager abbia lottato con la crisi d’identità tipica delle fasi dell’adolescenza. Inoltre, Jamie si imbatte in Lisa, una detenuta che diventa il suo doppio identico in seguito alla chirurgia, e gradualmente si convince di essere la Jaime originale, subendo il collasso del proprio ego e sfiorando la follia. La donna bionica ci ha insegnato a sforzarci di capire chi siamo e chi vogliamo diventare senza cedere ai dubbi.

2. Kitsch è meglio

La donna bionica nasce come spin-off de L’uomo da sei milioni di dollari, serie incentrata sull’astronauta Steve Austin e sulle sue missioni come super spia. La versione al femminile riscosse presso il pubblico molto più successo rispetto all’originale. Uno dei motivi della popolarità della Donna bionica è senz’altro da ascriversi alla Wagner che, con la sua forza aggraziata e la bellezza sofisticata, si accaparrò anche la parte di pubblico maschile che avrebbe dovuto preferirle la serie madre. Tuttavia, l’aspetto probabilmente più riuscito dello spin-off era la curiosa aura kitsch che ammantava lo show. Non solo Jamie ricorreva a travestimenti di gioco come la suora, la lottatrice e la hostess di volo, ma anche i suoi avversari erano degni dei villain più pittoreschi di 007, tra le spie parrucchiere e le iconiche fembot, nemiche ricorrenti di Jamie in forma di pericolosi robot femminili. La scena in cui Jamie rimuove il volto – la maschera – di una di queste e ne intravede i circuiti con orrore evoca la scena analoga de Il Mondo dei robot (il film da cui è tratto Westworld), che a sua volta rimanda ai frangenti che vedono Astroboy rivelare i circuiti di androide dietro al volto di bambino. Grazie a Jaime abbiamo sviluppato un senso del kitsch postmoderno che ci accompagnerà abilmente tutta la vita.

3. I programmi di cucina sono il male

https://www.youtube.com/watch?v=ycaSXEhgG5E

Ai millennials sembrerà fantascienza, ma negli anni ’80 erano ancora poche le famiglie che disponevano dei videoregistratori. In uno dei numerosi episodi che testimoniano la vita da casalinga di Jaime, la vediamo alle prese con un programma di cucina mentre cerca di eseguire la ricetta illustrata dalla conduttrice. Per chi scrive rappresenta una pietra miliare della propria formazione: la Sommers che cerca di eseguire i passi della ricetta e fatica a starle dietro, nonostante la super velocità, insegnò a un’intera generazione a non tentare – mai e poi mai – di completare un piatto in diretta, ma semplicemente di segnarsi i passaggi e replicarli dopo la fine della trasmissione. Chi ricorda i commenti spazientiti della donna bionica mentre sbatte uova e farina alla velocità della luce e inveisce contro l’emittente televisiva? Grazie a lei nessun uovo, grano di zucchero o di farina sono stati più sacrificati inutilmente fino quando non è stato possibile videoregistrare i diabolici programmi della mattina dedicati alla cucina.

4. Non fidarsi del governo

Altro che QAnon e altri cospirazionisti contemporanei e del passato. La donna bionica in tempi non sospetti ci insegnava a non fidarci delle strutture governative e paragovernative. La sua trasformazione in cyborg avveniva grazie alle preghiere di Steve che riusciva a persuadere il suo superiore Oscar Gordon e il dottor Rudy Wells a salvare la vita di Jamie in seguito all’incidente che ne ha distrutto il corpo. Molto magnanimamente questi acconsentivano, investendo nel corpo della donna milioni di dollari, solo per rivelare successivamente che tutto questo non era gratis, ma che Jaime restituirà il favore lavorando come agente. I trascorsi atletici della donna e il suo rapporto con Steve era apparsi come un’opportunità irrinunciabile di creare un emulo di Steve, e la Sommers, dopo numerosi momenti di crisi, accetterà il suo destino di spia, complice anche una momentanea perdita di memoria. Il recupero dei ricordi e il trascorrere del tempo sono destinati a persuaderla a rinunciare alla carriera di super eroina, una mossa che non piacerà a Oscar e compagnia. Costretta alla fuga, alla fine si arrenderà al compromesso e continuerà a lavorare per i suoi capi ma… part-time. La morale era semplice: nessuno ti dà niente per niente.

5. Mai giudicare dalle apparenze

Prima di diventare la donna bionica e un agente al servizio dei suoi salvatori, Jaime Sommers era una campionessa di tennis a livello mondiale. Bellissima, statuaria, bionda e ovviamente atletica, questa Madama Butterfly in carne e ossa era il sogno di tutte le bambine che speravano di trasformarsi da grandi in Barbie formato gigante. Curiosamente, dopo la trasformazione in cyborg, l’alone di glamour che circonda la protagonista diminuisce: lei rinuncia alla carriera agonistica per diventare un insegnante delle medie e conduce – quando non è in missione – una vita ritirata e mesta da casalinga di campagna insieme ai genitori di Steve. Sbriga le faccende casalinghe in quattro e quattr’otto, fa qualche escursione con i suoi studenti e porta a spasso il cane, anche lui bionico, passando, agli occhi dei suoi studenti, per una banalissima maestrina. A un’intera generazione Jaime ha insegnato a non giudicare dalle apparenze: forse anche la vostra anonima prof di italiano del liceo una super spia dalla forza sovrumana.

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