Che strade può prendere questa crisi di governo: gli scenari per Giuseppe Conte

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(foto: Antonio Masiello/Getty Images)

Dopo che il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, si è formalmente sfilata dall’esecutivo, siamo entrati in una crisi di governo nel pieno della pandemia di Covid-19. Oggi alle 13 è convocata la conferenza dei capigruppo della Camera dei deputati, mentre il presidente della Camera Roberto Fico ha sospeso i lavori invitando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a riferire all’assemblea (lo farà probabilmente dopo il 20 gennaio, data del voto sullo scostamento di bilancio). Nel frattempo, il centrodestra ha già iniziato a invocare le elezioni anticipate, ma sono diversi gli scenari che adesso si aprono davanti al governo Conte bis.

Stando a quanto scrive il Corriere della Sera, Palazzo Chigi sarebbe in cerca di responsabili per sostenere una maggioranza alternativa in parlamento. Se anche solo una parte del gruppo di Iv decidesse di non seguire la linea di Renzi e sostenere ancora Conte, ad esempio, questa soluzione potrebbe rendersi abbastanza concreta per un cosiddetto Conte ter, ma soprattutto c’è il Gruppo misto, dove oggi sei parlamentari ex grillini si sono uniti alla formazione Centro democratico di Bruno Tabacci, in chiara funzione di supporto all’esecutivo. Sembra tuttavia che il premier stia prendendo tempo, orientandosi nell’ottica di un rimpasto che gli permetterebbe di rimanere in carica come presidente del Consiglio con questa maggioranza. Quando Conte andrà a riferire alle camere potrebbe ricondurre la crisi al parlamento, verificando se esistono margini di manovra prima di chiedere il voto di fiducia (ad esempio, nella settimana che manca Renzi potrebbe ottenere da Conte le garanzie che ha richiesto, facendo rientrare la crisi).

Se Conte non dovesse riuscire a ricomporre una maggioranza, allora sarebbe costretto a rassegnare le proprie dimissioni al Quirinale. A quel punto, sì, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe permettere la formazione di un governo Conte ter – in presenza di numeri capaci di supportarlo, ovviamente – oppure potrebbe aprire le consultazioni con i principali partiti politici per la formazione di un governo con a capo un nuovo presidente del Consiglio. Da quest’ultima opzione, potrebbe anche nascere un nuovo governo di unità nazionale o tecnico guidato da una figura di spicco al di fuori del mondo della politica (come la giurista Marta Cartabia o l’economista Mario Draghi: i due nomi più discussi degli ultimi giorni).

Infine, in caso di dimissioni di Conte e in mancanza di possibilità di alcun accordo politico fra i gruppi parlamentari, allora si andrebbe a elezioni anticipate in piena seconda ondata di coronavirus.

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