A che punto sono gli 8 centri per unire università e aziende del piano industria 4.0

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L'industria 4.0 raccontata con i Lego (Getty Images)
L’industria 4.0 raccontata con i Lego (Getty Images)

Gli otto centri di competenza nazionale sono parte, spesso capofila, delle aggregazioni nazionali che andranno a far parte della rete europea dei Poli di innovazione digitale (Edih), dopo l’approvazione da parte della Commissione europea la prossima primavera. Si tratta di un passaggio importante perché i Poli di innovazione digitale europei fanno parte del Digital Europe Programme, l’iniziativa di digitalizzazione alla quale sono stati destinati 7,5 miliardi di euro del bilancio 2021-2027.

Gli otto centri di competenza giocano dunque un ruolo chiave, così come originariamente previsto, dovendosi occupare di formazione, trasferimento tecnologico in ambito 4.0 e gestione di bandi, e collaborare anche con la rete dei digital innovation hub di Confindustria. Il 30 gennaio 2018 sul sito del ministero dello Sviluppo economico (Mise) compare il bando dei competence center voluti dall’allora ministro Carlo Calenda. L’obiettivo è “attrezzare il Paese di poli di eccellenza valorizzando le competenze di università e industria con l’obiettivo di facilitare il trasferimento tecnologico verso le imprese italiane”.

Sono passati poco meno di due anni dal bando per la costituzione dei poli di innovazione costituiti nella forma di partenariato pubblico-privato da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese: oggi a che punto siamo? Al termine dei termini del bando la graduatoria ha identificato otto centri in altrettante città: Torino, Milano, Bologna, Pisa, Padova, Napoli, Roma, Genova. Oggi, dopo mesi di attività, i centri si sono costituiti, sono stati finanziati, hanno personale e sedi e hanno anche avviato, nonostante i rallentamenti causati dalla pandemia di covid, la realizzazione di showroom e impianti pilota per le aziende.

Milano

L’11 gennaio 2019 in Lombardia è stato presentato Made, il Competence center per l’industria 4.0 con Politecnico di Milano, università di Bergamo, Brescia e Pavia oltre a 39 aziende, con focus nel campus Bovisa di Milano e finanziamento da 22 milioni di euro. Lo scorso 10 dicembre, Made ha presentato la Fabbrica del futuro, una struttura di 2.500 metri quadri con 20 dimostratori dotata di aule per la formazione, spazi per il coworking e gli eventi, pensati per mettere l’una accanto all’altra formatori, imprese e giovani.

Torino

Manufacturing 4.0 del Politecnico di Torino e dell’università di Torino assieme a 24 aziende private ha finanziamenti per 10,5 milioni di euro. L’obiettivo del centro è l’innovazione di processo e la trasformazione digitale nelle imprese mettendo a disposizione delle aziende “linee pilota” innovative per diverse tecnologie manifatturiere nell’ambito dei big data, internet of things, robotica, fotonica, cybersecurity, nuovi materiali, efficientamento energetico dei processi, inclusa l’organizzazione del lavoro e della produzione.

Bologna

Si chiama Progetto Bi-Rex e vede Alma Mater di Bologna assieme a un consorzio che comprende gli atenei dell’Emilia Romagna (Modena-Reggio Emilia, Ferrara, Parma) e 57 soggetti assieme a un finanziamento di 9,2 milioni di euro a cui se ne aggiungono altri 15 di privati. A ottobre è stata fatta l’inaugurazione della linea pilota, la smart factory ospitata all’interno della sede bolognese che adesso può mettere a disposizione fisicamente le tecnologie alle imprese, mostrando i processi di innovazione tecnologica.

Pisa

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha presentato il progetto Artes 4.0, con un consorzio di università e centri di ricerca oltre a uno stuolo di imprese, ben 127, e sede a Pontedera (polo industriale toscano dove ha sede la Piaggio) focalizzato sulla robotica avanzata e l’intelligenza artificiale.

Padova

Il progetto Smact, finanziato con 7 milioni di euro e centrato sulle tecnologie digitali, è guidato dall’università di Padova con la partecipazione delle università di Verona, Cà Foscari e Iuav di Venezia, Trento, Udine, la Sissa di Trieste e la Libera Università di Bolzano, oltre alla Fondazione Bruno Kessler di Trento e all’Istituto nazionale di fisica nucleare locale. Lavorerà su le piattaforme mobili, big data, il cloud e l’internet of things.

Napoli

Il progetto della Regione Campania e della Regione Puglia si chiama Meditech, che sta per Mediterranean Competence Centre 4 Innovation, ed è guidato dall’Università Federico II di Napoli, dal Politecnico di Bari e dalle università di Salerno, della Campania Luigi Vanvitelli, del Sannio, di Napoli Parthenope e di Bari Aldo Moro. Ci sono anche 150 partner fra centri di ricerca e imprese.

Roma

Il competence center dedicato alla cyber security si chiama Cyber 4.0 ed è capitanato dalla Sapienza di Roma, assieme all’università dell’Aquila, da Inail, Cnr e altri 37 soggetti privati e pubblici. L’obiettivo di Cyber 4.0 è l’orientamento, la formazione, la ricerca e l’innovazione in ambito cybersecurity.

Genova

Il progetto Start 4.0 coinvolge la Regione Liguria, alcune aziende e centri di ricerca del territorio genovese e il Cnr, che mira allo sviluppo tematico di strutture 4.0 in ambito idrico, produttivo, dei trasporti e portuale. Ma il centro di competenza è operativo anche per la creazione del Polo Amave ‘Maritime Infrastructures and Digital Technologies Hub’, che prende il nome dal latino “Ad Mare Versus” e si rivolge alla blue economy come ambito di azione, con riferimento al bacino della Regione Liguria.

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