5 motivi per recuperare la serie Chiami il mio agente!

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Un vecchio adagio vuole che i francesi siano bravi a fare i film, ma non le fiction per la tv. E che, anche sullo schermo (grande o piccolo che sia), pecchino di snobberia e intellettualismo. Nell’ultimo decennio, però, il vento è cambiato: dopo l’exploit sorprendente de Les Revenants e complice il cambio di passo della serialità mondiale con l’introduzione delle piattaforme di streaming, anche il mercato d’oltralpe ha segnato alcuni importanti risultati come Versailles e Le Bureau. Nessuno, però, ha raggiunto il clamore di Chiami il mio agente!, dramedy parodica sul mondo dello spettacolo che dal 21 gennaio propone su Netflix la quarta e ultima stagione. Il successo è conclamato in tutto il mondo, anche in un’Italia spesso diffidente rispetto ai prodotti francesi. Cerchiamo qui di capire i segreti di questo successo.

1. La storia

Andata in onda dall’ottobre 2015 sul principale canale pubblico francese, France2, Chiami il mio agente! racconta di una prestigiosa agenzia di spettacolo, la ASK di Parigi, che ha l’onore (e l’onere) di rappresentare le più grandi stelle dell’intrattenimento locale (il titolo originale è, non a caso, Dix pour cent, dieci per cento, che allude alla percentuale che ciascun agente riceve su ogni contratto stipulato). Quando il fondatore Samuel Kerr muore, tocca ai suoi sottoposti cercare di tenere a galla l’attività, vincendo la concorrenza, le rivalità interne e le pretese degli attori tra bizzarrie e idiosincrasie. Ogni episodio, appunto, segue le vicissitudini degli agenti e delle loro star, mischiando commedia e dramma, avvenimenti pubblici e altri fatti privatissimi, in un equilibrio davvero azzeccato e mostrandoci la realtà del mondo dello spettacolo con un filtro nuovo.

2. Le guest star

La forza di una serie come questa sta (anche) nel cast: in ogni puntata una grande attrice o un grande attore dello showbiz francese (ma anche internazionale) recita nei panni di se stessa o se stesso, esagerando però alcuni tratti del carattere o addirittura inventando aneddoti stravaganti (ai più attenti non sfuggirà che alcuni attribuiti al protagonista di turno siano capitati ad altri nella realtà). Impressionante è il parterre di guest star che ha preso parte alle varie stagioni: Cécile de France, Fabrice Luchini, Gilles Lellouche, Jean Dujardin, Juliette Binoche, Isabelle Adjani, Isabelle Huppert, Jean Reno… e anche la nostra Monica Bellucci. Il nome più grande arriva proprio in questa quarta stagione ed è l’attrice di Alien e Avatar Sigourney Weaver, la quale ha dichiarato di aver accettato il ruolo senza neanche leggere la parte: “Si tratta di una lettera d’amore a questo mondo”, ha detto e ha aggiunto di non aver mai accettato prima un ruolo a scatola chiusa, trama che peraltro si rispecchia nell’episodio di cui è protagonista.

3. Il mondo dello spettacolo

L’aspetto più interessante, oltre ai dialoghi brillanti e alle trovate mai banali, è il racconto del mondo dello spettacolo. Al di là del divismo in sé, Chiami il mio agente! vuole svelare le star nei loro aspetti più umani e in quelli più estremi che il loro mestiere comporta. Spesso si creano dei paradossi buffi che riescono a scatenare l’empatia in chi guarda: Monica Bellucci, per esempio, si lamenta di riuscire a trovare un uomo nonostante sia riconosciuta universalmente come un’icona di fascino e seduzione; Isabelle Huppert, che salta notoriamente da un set all’altro, invece chiede di essere curata dalla sua ossessione per il lavoro, non essendo capace a rifiutare nessuna parte; Jean Dujardin non è in grado di scrollarsi di dosso l’ultimo ruolo interpretato, quello di un uomo sopravvissuto nel deserto. E ancora: Isabelle Adjani, oggi 65enne, finge di averne 28 per ottenere la parte offerta da un giovane regista; mentre Juliette Binoche fa un’apparizione disastrosa al Festival di Cannes sfoggiando un inglese molto peggiore di quello che parla in realtà. Ai fan più esperti non sfugge poi la sottile ironia di certe situazioni: in un episodio della prima stagione all’attrice Julie Gayet viene chiesto “Stai vedendo qualcuno al momento?” e proprio in quel periodo si veniva a conoscenza della sua relazione con l’allora presidente François Holland.

4. Gli attori “reali”

Il gioco non funzionerebbe se, accanto ad attori che fanno loro stessi, non ci fossero attori di talento nei panni degli agenti. Chi non conosce lo showbiz, scopre che sono dei factotum, all’occorrenza assistenti personali, babysitter, mezzani, psicologi… A interpretarli una squadra di livello: dalla veterana Arlette (Liliane Rovère) al bonaccione Gabriel (Grégory Montel), dalla determinatissima Andréa (Camille Cottin) a l’intrigante Mathias (Thibault de Montalembert). Accanto a loro, non mancano gli assistenti: Hervé (Nicolas Maury), Noémie (Laure Calamy) e Camille (Fanny Sidney), al contempo parafulmini delle intemperanze, salvatori di situazioni all’apparenza disperate e confidenti dei segreti più torbidi. I pregi e difetti di ognuno di loro dà grandissima umanità a una trama che potrebbe invece scadere nella superficialità. Per non parlare dell’ottima capacità recitativa: Cottin, in particolare, ha raggiunto il più grande successo dopo la serie, recitando nel remake francese (a dire il vero sfortunato) di Fleabag ed essendosi giudicata ruoli hollywoodiani nel prossimo Stillwater con Matt Damon o nel futuro film che Ridley Scott farà sull’omicidio Gucci, accanto a Lady Gaga e Adam Driver.

5. La fine

Una ragione ulteriore per recuperare Chiami il mio agente!, che potrebbe convincere soprattutto quegli spettatori sfiancati dal binge watching senza fine, è appunto che la quarta stagione è l’ultima. Nonostante uno degli attori principali, de Montalembert, ha dichiarato che c’è l’intenzione di produrre un film ed eventualmente anche una continuazione negli Stati Uniti. D’altronde sono moltissimi i mercati interessati a un remake seguendo lo stesso format (una versione turca è già stata messa in onda): in Italia, per esempio, sono in corso le trattative per realizzare una serie che allo stesso modo metta in scena i grandi nomi dello spettacolo nostrano. Nel frattempo questa quarta stagione ci riserva parecchie sorprese, come l’arrivo di Élise (Anne Marivin), nuovo personaggio dell’agenzia rivale Starmédia, pronta a tutto pur di mettere i bastoni fra le ruote dei nostri beniamini.

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