Le misure anti-COVID in Cina: le immagini del distretto Huangpu di Shanghai

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La Cina ci ha ormai abituato a misure di ferro anche a fronte di pochi casi di COVID-19. Lo abbiamo visto all’inizio della pandemia, quando in poche ore e senza alcun rispetto per i diritti dei cittadini, sono stati imposti lockdown restrittivi spesso con modalità brutali e violente.

Fermare il contagio sul nascere significa intervenire con tempestività di fronte alla conferma anche di un singolo caso ed è quello sta accadendo in queste ore in un’area residenziale del distretto Huangpu di Shanghai, dove da giovedì scorso centinaia di persone sono state poste in lockdown dopo la conferma di 3 nuovi casi di COVID-19.

Tre casi collegati tra loro – un paziente, un suo familiare e un collega di lavoro – hanno fatto scattare la classificazione del quartiere come zona a medio rischio di trasmissione e la risposta delle autorità locali è quella che ad un occhio occidentale e democratico può risultare del tutto spropositata: i contatti stretti dei positivi sono stati portati in strutture statali per la quarantena e dovranno restare lì, sotto sorveglianza, per 14 giorni, mentre per tutti i residenti del quartiere e del distretto sono scattati i tamponi a tappeto.