Libre Sense, il test del sensore che monitora la glicemia

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L’indicatore del carburante segna che il serbatoio è pieno e sono pronto a partire. Non sto parlando di un’auto: il carburante è il glucosio che circola nel mio sangue, mentre l’indicatore è l’app Supersapiens che, grazie al sensore bluetooth Libre Sense di Abbott applicato al braccio sinistro, ha un filo diretto con il mio organismo e mi monitora 24 ore su 24.

Sono passati 13 giorni. Ancora uno e il piccolo disco circolare esaurirà la sua autonomia per poi spegnersi, volendo per essere sostituito con un altro. Nel frattempo è rimasto saldamente al suo posto, quasi invisibile e impossibile da avvertire nonostante il piccolo ago che necessariamente affonda (seppur di poco) sotto la pelle. Anche solo considerando quanto mi agito la notte mentre dormo, devo ammettere che non ci avrei scommesso.

Il biosensore Libre Sense di Abbott, come appare una volta indossato

Del resto, indossarlo è facile: basta disinfettare e lasciar asciugare l’area del tricipite del braccio sinistro, aprire la scatola del sensore, inserire l’apposito applicatore e agganciarlo, posizionare quest’ultimo sul punto prescelto e affondare il piccolo stantuffo con decisione, magari tenendolo giù per qualche secondo. Nessun dolore e nessun fastidio. Una volta applicato, il sensore deve essere accoppiato all’app Supersapiens (gratuita, disponibile per iOs e Android), che richiede una rapida registrazione.

La prima vera prova è una corsa breve, perché in questi ultimi mesi ho avuto un problema (infiammazione del muscolo piriforme, terrore di ogni runner) e fatico a riprendere la forma. Quello che imparo dai 7 chilometri percorsi è che il senso di affaticamento che ultimamente mi opprime non dipende dalla mancanza di glucosio, la cui presenza nel mio corpo è stata puntualmente documentata entro parametri più che accettabili. Posso insomma indagare in un’altra direzione, anche se forse è solo tempo di rassegnarsi all’idea che sto invecchiando.

Del resto, il biosensore Libre Sense (che è certificato CE ma non è un presidio medico) è pensato soprattutto per monitorare l’attività di atleti molto più in forma di me – specie quelli che devono sostenere sforzi intensi e molto prolungati – con il fine ultimo di aiutarli a comprendere meglio la relazione tra i livelli di glucosio e le loro prestazioni atletiche. Un parametro fondamentale nella vita di uno sportivo, che fino ad oggi aveva un’ampia gamma di soluzioni tecnologiche per monitorare cose il battito cardiaco (e più in generale l’efficacia dell’allenamento aerobico/anaerobico), le calorie bruciate, la pressione sanguigna o persino il sonno, ma non il livello di glucosio nel sangue.

Il biosensore (che sfrutta la collaudata tecnologia FreeStyle Libre) può essere impiegato in vari tipi di sport, dal ciclismo alla corsa passando per il nuoto, e fornisce agli atleti utili riscontri rispetto alle loro scelte nutrizionali, consentendo sia di pianificare meglio l’alimentazione quotidiana, sia di comprendere durante una gara quando è il momento di ricorrere agli integratori per combattere l’affaticamento.

Tre grafici relativi a “glucosio medio”, “zone glicemiche” e “variabilità media del glucosio”

Il secondo test è una camminata veloce (o walking che dir si voglia) di quasi un’ora e mezza e 10 chilometri di distanza percorsi alla massima velocità possibile: mentre avanzo, tengo in mano lo smartphone e ogni tanto do un’occhiata all’app Supersapiens per scoprire (con malcelato orgoglio) che il mio organismo riesce a mantenere costante il livello di glucosio.

Quando si apre l’app, si accede alla schermata “live” che monitora la glicemia in tempo reale. L’intervallo dei valori massimi e minimi pre-impostati si presenta come una fascia più chiara su sfondo nero, dove il biosensore “scrive” i dati un istante dopo l’altro. Passando alla sezione “Eventi”, è possibile definire data e orario ad esempio di un pasto, del sonno o di un allenamento, in modo da ritrovare poi facilmente nella schermata live il relativo andamento della glicemia.

Nella sezione “approfondimenti” è invece possibile visualizzare i grafici relativi alla “esposizione odierna” al glucosio (che è data dal valore del glucosio medio moltiplicato per le ore trascorse dalla mezzanotte), al “glucosio medio” registrato nel sangue, alle “zone glicemiche” (dove rivela a colpo d’occhio quando tempo in percentuale la nostra glicemia resta tra quali valori) e alla “variabilità media del glucosio”. Da segnalare infine l’utile sezione “Apprendi”, dove sono disponibili link ad articoli (esterni all’app e in inglese) che spiegano perché è importante il monitoraggio della glicemia e come metterlo a frutto.

Tornando alla camminata veloce, solo verso la fine dell’allenamento, quando la glicemia scende improvvisamente sotto gli 80 milligrammi per decilitro (mg/dL), e quindi fuori dalla fascia di controllo pre-impostata (tra 80 e 110 (mg/d), butto già un integratore che riporta rapidamente l’indicatore su valori più incoraggianti. Risultato finale: possente indolenzimento di polpacci, bicipiti femorali e glutei, ma stanchezza percepita entro la norma e un indomabile desiderio di tornare ad allenarsi presto.

Il “trial pack”

Libre Sense di Abbott è disponibile con il “trial pack”, che contiene due biosensori, copre 28 giorni e costa 160 euro; con il “training pack” che copre 3 mesi e costa 420 euro, oppure in abbonamento, al costo di 130 euro ogni 28 giorni.

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