Dal codex all’e-book, una riflessione in streaming sulla tramissione nell’era digitale

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(foto: via Pixabay)

La rivoluzione digitale ha modificato in profondità diverse fruizioni, anche quella del patrimonio culturale e al tempo stesso ha garantito nuove modalità di elaborazione e conservazione dell’esperienza narrativa, artistica, ecc. Al tema della trasmissione è dedicato il primo appuntamento di Ago Modena Fabbriche Culturali, un ciclo di eventi eterogenei che parte il 4 febbraio e si snoderà lungo il corso dell’anno, dando spazio a una discussione organizzata intorno a nuclei tematici (IQuanti, onlife, gaming) che viaggiano in parallelo con le stagioni (primavera, estate, autunno).

Ma siamo ancora in inverno e il primo focus, come detto, è dedicato alla trasmissione, nell’ambito di un progetto che più in generale vuole approfondire il tema della connettività, e quindi il dialogo fra scienza, tecnologia e discipline umanistiche.

A inaugurare l’appuntamento dedicato alla trasmissione, intesa come mediazione e trasferimento di conoscenza dal passato al futuro, la conferenza in live streaming Una storia segreta del libro: dal codex all’e-book, con Jeffrey Schnapp, co-direttore del Berkman Center for Internet and Society presso l’Università di Harvard.

L’esperto, che lavora da anni in ambito accademico su cultura umanistica e digitale, ripercorrerà la transizione che ha visto il libro diventare oggetto digitale. Come raccontato da Schnapp, intervenuto alla presentazione del programma di Ago Modena Fabbriche Culturali, la conferenza sarà una ricostruzione della “genealogia del libro “elettrico” che cerca di dimostrare quanto tutte le forme nuove di lettura, tutte le interpretazioni che sembrano portarci oltre i confini del codice come è stato interpretato nell’800, ‘900, hanno una storia profonda. Il libro elettronico non costituisce un’invenzione dell’era di Internet, ma ha una discendenza che ci spinge indietro fino ai libri sperimentali delle avanguardie del primo ‘900, che precedono i primi esperimenti di laptop e la proliferazione attuale dei dispositivi di lettura. Cercherò di dimostrare che in ognuna di queste fasi di evoluzione secolare si registrano degli slittamenti significativi ma ci sono anche tante continuità significative nel modo in cui il concetto di libro è stato compreso”.

I passaggi, le sperimentazioni e le interpretazioni dell’oggetto libro sono quindi al centro del primo appuntamento, ma l’intero calendario di eventi sulla trasmissione indaga il tema del documento, anche alla luce delle potenzialità del digitale in ottica conservazione. Si parlerà anche del sogno della biblioteca universale nell’era digitale (con lo storico del libro Robert Danton, 5 febbraio); di documedialità (con il filosofo Maurizio Ferraris, 6 febbraio); di futuro dei musei, considerandone il ruolo, la digitalizzazione delle collezioni e più in generale la trasformazione che i dispositivi hanno apportato al concetto stesso di opera (con Gianfranco Maraniello, ex direttore di Bologna Musei; Martina Bagnoli direttrice gallerie Estensi, e Riccardo Falcinelli, grafico e teorico del design). Non solo conference in live streaming per il programma culturale di Ago: il nucleo tematico Trasmissioni vedrà anche il lancio di progetti di sperimentazione linguistica, installazione e performance site e l’avvento della piattaforma Lodovico, che costituirà una banca dati interoperabile per la fruizione di opere e collezioni di enti cittadini, al fine di consentire una ricerca cross-istituzionale.

Il dialogo tra le istituzioni è anche alla base di Ago Modena Fabbriche Culturali, promosso tra gli altri dal Comune e dall’ateneo dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Il progetto culturale non è solo digitale ma anche fisico in quanto polo culturale multidisciplinare, grazie alla valorizzazione degli spazi dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena (ancora soggetti a restaurazione e riqualificazione).

Nel 2021 Modena si candida a diventare città creativa Unesco 2021 per le Media arts, quel’approdo naturale della sinergia tra cultura, digitale e tecnologie. L’indagine sul rapporto tra digitale e arti visive/performative, oltre che lo stimolo al dialogo tra tra sapere umanistico e scientifico, è alla base della progettualità di Ago; anche il progetto collettivo e connettivo rientra quindi tra i tasselli con cui la città punta al successo nella candidatura Unesco, intesa come occasione per entrare a far parte di un network internazionale ma anche come driver di sviluppo e riposizionamento.

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