In Italia la didattica a distanza ha creato problemi a una famiglia su 3

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Foto di Steve Riot da Pixabay

La didattica a distanza (dad) è stata la soluzione adottata per consentire agli studenti di continuare il loro apprendimento scolastico nonostante la pandemia. Purtroppo, come sottolinea uno studio condotto da Unicef e Università Cattolica, una famiglia italiana su tre non è stata in grado di sostenerla adeguatamente durante i mesi di lockdown.

Gli ostacoli principali sono stati la mancanza di una connessione internet stabile o di dispositivi digitali in quantità, o qualità, sufficiente a garantire il corretto svolgimento delle lezioni. Inoltre, molti genitori non sono stati in grado di affiancare i propri figli durante la dad a causa della mancanza di tempo.

La ricerca è stata svolta su un campione di 1.028 famiglie sparse per tutta l’Italia. I dati raccolti hanno mostrato come il 27% non era in possesso delle tecnologie adeguate per consentire un corretto svolgimento delle lezioni online. Computer obsoleti, connettività scarsa o addirittura assente, costi proibitivi per accedere a nuovi dispositivi necessari per collegarsi alle lezioni, hanno impedito al circa il 6% dei ragazzi di queste famiglie di partecipare correttamente alle lezioni quotidiane. Inoltre, la ricerca ha evidenziato come, per via del lavoro da remoto svolto in contemporanea alle lezioni a distanza, il 30% dei genitori non ha potuto dedicare ai propri figli l’attenzione necessaria a sostenerli durante la didattica a distanza.

Questi dati mettono in evidenza l’importanza per le famiglie di avere accesso a una connessione internet stabile e a buon mercato. Allo stesso modo i dati sottolineano come avere dispositivi di qualità, in grado di supportare le videochiamate e le piattaforme di apprendimento online, sia fondamentale affinché tutti i bambini e ragazzi possano beneficiare egualmente alla didattica a distanza.

Non possiamo sottovalutare le disuguaglianze che esistono anche tra le famiglie con connessione a internet, né possiamo ignorare i bambini, anche se pochi, che hanno abbandonato la scuola con il passaggio alla didattica a distanza”, ha dichiarato Giovanna Mascheroni, docente di Sociologia dei media all’Università Cattolica.

Nonostante il governo italiano abbia fornito delle risorse per sostenere la didattica a distanza durante il lockdown, solamente il 46% delle famiglie intervistate ha ricevuto dei nuovi dispositivi digitali forniti dagli istituti scolastici frequentati dai loro figli. Per quanto riguarda la connessione a internet solo 1 famiglia su 4 ha ricevuto un abbonamento internet per lo svolgimento delle lezioni online.

Inoltre, come sottolinea Daniel Kardefelt-Winther, responsabile della ricerca su bambini e internet di Unicef, “le famiglie più numerose hanno incontrato difficoltà a tenere il passo con la crescente domanda di dispositivi per ognuno dei loro bambini che frequenta la scuola. Queste famiglie dovrebbero beneficiare di un ulteriore sostegno finanziario se la didattica a distanza dovesse rimanere una strategia a lungo termine”.

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