Da dove viene il coronavirus? Il primo resoconto dell’Oms in Cina

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Un uomo in bicicletta con la mascherina nei pressi del mercato Huanan Seafood Wholesale Market, chiuso dal 1 gennaio 2020 (foto: Getty Images/Stringer)

Scoprire qual è la reale origine del virus Sars-Cov-2 è uno degli obiettivi scientifici del 2021: a questo scopo, dal 14 gennaio 2021 una task force dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è in Cina, a Wuhan, per ricostruire le prime tappe del virus a più di un anno dalla sua comparsa. Il 9 febbraio 2021 arrivano i primi aggiornamenti sul lavoro dell’Oms, che ha concluso la sua indagine nel paese. I dati indicano che molto probabilmente il coronavirus è stato trasmesso all’essere umano per la prima volta da animali, anche se ancora non sappiamo da quale famiglia o specie, mentre è estremamente improbabile, a detta sempre dell’Oms, una fuga del virus da un laboratorio. Cos’ha detto l’Oms.

Studiare l’origine del virus

17 esperti dell’Oms provenienti da 10 paesi hanno lavorato per 4 settimane nella città di Wuhan, analizzando dati e prove e svolgendo indagini più approfondite. In particolare hanno visitato gli ospedali, i laboratori e i mercati, inclusi il mercato di Huanan (Huanan Seafood Market), da cui si è ipotizzato fosse partito il contagio, l’Istituto di virologia e il Wuhan Center for Disease Control laboratory. Tutti i dati portano a concludere che l’origine del virus è animale, come ha spiegato in una conferenza stampa a Wuhan il capo della missione dell’Oms, Peter Ben Embarek. La missione è stata sostenuta da una delegazione cinese, composta da 17 scienziati (lo stesso numero degli esperti selezionati dall’Oms), coordinati da Lian Wannian.

Pipistrello o pangolino?

Ma da quale animale proviene il coronavirus, da pipistrelli o da pangolini? Il dilemma rimane aperto: i pipistrelli e i pangolini restano i due candidati più probabili, anche se gli esperti non sanno indicare quale sia l’animale da cui è partito il contagio (c’era anche stata l’ipotesi di un ibrido fra virus di queste due specie) ed è avvenuto il salto di specie, lo spillover. I campioni di coronavirus rintracciati in questi due animali, infatti, non sono uguali al Sars-Cov-2 che conosciamo noi. Tuttavia, serviranno ulteriori ricerche e le informazioni non sono complete.

Dov’è avvenuto il contagio

Il luogo e le circostanze con cui è avvenuto lo spillover non sono ancora chiare e, se all’inizio si è indicato il mercato del pesce di Huanan, attualmente non ci sono prove conclusive di questa evenienza. Gli esperti hanno spiegato che l’ambiente del mercato potrebbe aver favorito la circolazione del virus, ma questo non implica che lo spillover sia avvenuto lì, al mercato Huanan o nella città di Wuhan. Sappiamo che il virus può sopravvivere in alimenti surgelati. “Ma non sappiamo ancora se da questi si può trasmettere all’uomo”, ha aggiunto il capo della task force Embarek. Si tratta di un’ipotesi possibile, ma per verificarla serve molto lavoro di ricerca.

Le tempistiche

Un’altra informazione importante, non ci sono prove che il coronavirus circolasse a Wuhan prima del dicembre 2019, il mese in cui si sono registrate le prime polmoniti sospette, come ha spiegato Wannian, e non ci sono prove sostanziali che il virus circolasse in Cina prima della fine del 2019. Ad oggi gli esperti annunciano che il lavoro in Cina è terminato e che ora l’Oms studierà l’origine del virus nel resto del mondo, come previsto dal piano di indagine, “senza essere vincolato ad alcuna località”, come sottolinea Wannian. Insomma, si cercherà ovunque. E speriamo di sciogliere presto i dubbi, un passo avanti che potrebbe portarci a conoscere meglio le caratteristiche del coronavirus e a capire anche come prevenire future epidemie e pandemie.

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