Cancro alla tiroide, fra le cause anche le luci artificiali notturne

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Fra le possibili cause del cancro alla tiroide potrebbe esservi anche la luce artificiale notturna. Lo rivela un nuovo studio pubblicato online su Cancer, rivista dell’American Cancer Society, secondo cui luce e sonno possono essere in qualche modo collegati a un maggior rischio di sviluppare un tumore alla tiroide. A giocare un ruolo cruciale sembra sia proprio la sovrabbondanza di luci artificiali notturne.

Del resto, già ricerche precedenti avevano confermato che queste luci sono collegate a dei pericoli per la salute, come a un più alto rischio di cancro al seno.

Per il loro nuovo studio, gli autori hanno voluto scoprire se le interruzioni causate dalla luce sugli ormoni e sui ritmi circadiani naturali potessero avere un ruolo nel rischio di cancro alla tiroide.

Per rispondere al quesito, gli esperti hanno confrontato i dati delle immagini satellitari (impiegate per stimare i livelli di luce notturna nella zona in cui viveva ciascun partecipante) con quelli dei registri del cancro negli Stati Uniti. I casi di cancro alla tiroide sono stati 856 sui 464.000 partecipanti. Di questi, 384 erano uomini e 472 erano donne. I partecipanti sono stati seguiti in media per un periodo di 13 anni.

Dallo studio è emerso che le persone che vivevano in aree maggiormente esposte alle luci artificiali notturne correvano un rischio del 55% più alto di sviluppare il cancro alla tiroide rispetto a chi viveva in zone con una più bassa illuminazione artificiale. Il rischio riguardava in particolar modo la forma più comune di cancro alla tiroide (cancro papillare della tiroide). Ad esserne colpite sono state in maggior misura le donne. Per quanto riguarda gli uomini, l’associazione è risultata invece più forte negli stadi più avanzati della malattia.

Cancro alla tiroide cause: il ruolo delle luci artificiali notturne

Ma a cosa sarà dovuto un fenomeno del genere? A spiegarlo sono gli autori dello studio, i quali sottolineano però che i loro risultati mostrano solo l’esistenza di un’associazione, non un rapporto di causa-effetto.

In primo luogo, la luce notturna sopprime la melatonina naturale. Una scarsa attività della melatonina potrebbe a sua volta compromettere la capacità del corpo di combattere i tumori. Inoltre le luci artificiali possono anche interrompere il ritmo circadiano del corpo, e ciò rappresenta di per sé un fattore di rischio per il cancro.

Gli esperti spiegano che la grande dimensione del campione preso in esame rappresenta un punto di forza per lo studio. Questo perché permette di ottenere delle associazioni statisticamente significative e rilevanti. Tuttavia, dal momento che ci si basa su immagini satellitari, non è dato sapere se le persone analizzate avessero l’abitudine di tenere la luce accesa tutta la notte e quali fossero i livelli di luce notturna dentro casa. Per questa ragione saranno necessarie ulteriori ricerche per giungere a delle conclusioni più precise.

Foto di Patty Jansen da Pixabay
via | WebMd