Farmaci contro il Covid: i Nas oscurano altri 4 siti

0
30
Questo post è stato pubblicato qui

La vendita illegale di farmaci contro il Covid continua a preoccupare il Paese e il mondo intero. Proprio nelle scorse ore i Nas hanno oscurato altri 4 siti che vendevano on line dei farmaci che avrebbero avuto la capacità di curare il Covid-19. Uno dei quattro siti vendeva persino dei fantomatici vaccini contro la malattia. Come riporta l’Ansa, i siti in questione si trovavano su server esteri.

Uno di questi vendeva ben 7 presunti vaccini anti-Covid. Gli altri 3 promuovevano invece un farmaco cinese che – a detta dei proprietari del sito – avrebbe avuto proprietà terapeutiche contro il Sars-Cov-2.

Tale “farmaco” era naturalmente sprovvisto dell’autorizzazione all’immissione in commercio.

Farmaci contro il Covid, occhio alle truffe

Quando si parla di farmaci contro il Covid bisogna sempre prestare molta attenzione. Purtroppo infatti questa non è la prima volta che i Carabinieri individuano siti e aziende che cercano di lucrare in maniera illecita sull’emergenza Covid-19.

Già in passato vi abbiamo parlato delle centinaia di confezioni di farmaci cinesi sequestrate in 5 negozi a Roma e a Prato. Anche in quell’occasione si trattava di presunti farmaci contro il Covid di origine cinese.

Vi abbiamo anche parlato del famoso “braccialetto Covid“. No, non si tratta di un bracciale che ci dice quando ci stiamo avvicinando troppo alle altre persone. Non si tratta neanche di un bracciale in grado di rilevare la presenza del Covid 19 anche nelle persone asintomatiche. Ci stiamo riferendo ai fantomatici bracciali venduti (soprattutto durante i primi mesi della pandemia) come una sorta di scudo protettivo per coloro che li indossano. Naturalmente in realtà si tratta solo di oggetti senza alcuna capacità di proteggere dal contagio.

Purtroppo affidarsi a rimedi farmaci illegali e mai riconosciuti come validi per combattere il Covid, o a oggetti come i braccialetti anti contagio, può comportare un grande rischio non solo per la salute del singolo cittadino, ma anche quella dell’intera collettività. Questo perché danno un senso di falsa sicurezza può favorire il contagio del virus fra la popolazione.

via | Ansa
Foto di Markus Winkler da Pixabay