La Commissione europea vuole prolungare di altri 10 anni lo stop ai costi extra di roaming

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Nel 2022 le norme che regolamentano il roaming nell’Unione europea scadranno, pertanto la Commissione europea ha proposto di adottare un nuovo regolamento sul roaming che proroghi di altri 10 anni attuali le condizioni che consentono ai cittadini dell’Unione di usufruire di una connessione mobile senza costi aggiuntivi quando viaggiano all’interno dei confini comunitari.

Le tariffe di roaming nell’Unione sono sparite dal 15 giugno 2017 e, secondo le indagini di Eurobarometro, da allora quasi 170 milioni di cittadini europei hanno usufruito delle tariffe senza i costi di roaming. “Milioni di europei beneficiano dei vantaggi del roaming in tutta l’Unione europea senza costi aggiuntivi. È uno dei pilastri e dei successi del mercato unico. Nel decennio digitale europeo tutti devono poter usufruire di un’eccellente connettività ovunque si trovino in Europa, proprio come se fossero a casa”, ha commentato Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno.

La proposta del nuovo regolamento sposta al 30 giugno 2032 il termine entro cui le norme andranno riviste in base anche all’evolversi della tecnologia nel mondo delle telecomunicazioni. I cittadini europei in viaggio in altri Paesi dell’Unione potrebbero utilizzare i loro dispositivi mobili appoggiandosi a un operatore locale senza pagare un costo aggiuntivo per il servizio di roaming.

L’abolizione delle tariffe di roaming è un ottimo esempio di come l’Unione europea garantisce la connettività di milioni di cittadini e ne migliora la vita quotidiana. Con le nuove norme il roaming continuerà ad essere accessibile senza costi aggiuntivi e sarà addirittura migliore”, spiega Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione con delega al digitale.

Per Innocenzo Genna, esperto di regole europee,la buona notizia è che il divieto di sovraccosti roaming viene esteso per altri 10 anni. La cattiva è insita nella buona: se dopo 10 anni di normativa roaming ( e 25 di liberalizzazione) è ancora necessario imporre quest’obbligo, vuol dire che qualche cosa a livello di single market non funziona“.

Una grossa incognita resta per il momento il Regno Unito che, dopo la Brexit, dovrà stringere degli accordi per i servizi di roaming internazionali anche se, per il momento, i principali operatori telefonici continuano ad applicare le stesse tariffe come se il Paese facesse ancora parte dell’Unione.

 

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