Solar Opposites, clone sbiaditissimo di Rick e Morty

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La novità più irriverente ed estrema di Star, la nuova sezione di Disney+ inaugurata qualche giorno fa per raggruppare tutte le produzioni più adulte della Casa di Topolino, è Solar Opposites, cartone animato ideato dal co-creatore di Rick e Morty (la trovi su Netflix) Justin Roiland e da Mike MacMahan di Lower Decks (delizioso spinoff a cartoni di Star Trek, lo trovi su Prime). Solar Opposites segue le avventure quotidiane di una famigliola di alieni che, in seguito alla distruzione del pianeta Shlorp colpito da un gigantesco asteroide, si è rifugiata in una cittadina della Terra, luogo destinato a essere terraformato da una sorta di baby blob (Pupa) nell’ambiente ideale dei nuovi arrivati. Un po’ Simpson, un po’ Una famiglia del terzo tipo e un po’ Mad Max (ci torniamo dopo), Solar Opposites è anche molto Rick e Morty: più irriverente, più anarchico, più splatter e violento, ma senza il genio del suo co-creatore Dan Harmon.

Lo show è incentrato su Korvo, uno scienziato cinico e amorale (è come Rick, ma meno debosciato) che prova ribrezzo per la specie umana e la sua pochezza; Terry, il partner di Korvo gentile, ottimista e mortalmente vacuo; Jesse, replicante di Terry amabile e attratta dagli umani; Yumyulack, replicante di Korvo adolescente e psicopatico la cui attività principale è costituita dallo sparare un raggio rimpicciolente sugli umani per poi stiparli in un terrarium largo un’intera parete. Pupa, di cui abbiamo accennato, è una specie di infante informe (somiglia vagamente a una stella marina e quindi, a Maggie Simpson) che sopravvive puntualmente a incidenti domestici mortali e si allontana dal resto della famiglia per vivere avventure solitarie e insensate.

Questa sorta di famiglia Simpson (i quali appaiono brevemente in un episodio!) aliena trascorre la prima stagione cercando di comprendere – inutilmente – gli umani e le loro assurdità e a produrre esperimenti scientifici e sociali (esseri senzienti formati da nanobot, mostri mutanti, droghe letali e così via) crudeli e deleteri. Jesse e Yumyulack, in particolare, con le loro avventure scolastiche e attività extracurriculari offrono una visione estremamente critica, satirica e cinica della società americana: vittime di razzismo da parte di professori e compagni di classe perché alieni (più degli “alieni- alieni”, ovvero gli immigrati installatosi illegalmente negli Usa), si imbattono in gruppi neonazisti, vicini sciroccati e altre figure assortite studiate per evidenziare la cattiveria e la meschinità umani.* Gli esperimenti di Korvo che mettono in luce, analogamente, le miserie umane degli abitanti del paesino alla Springfield dove sono atterrati, non offrono niente di nuovo per gli spettatori, essendo per lo più rivisitazioni (quasi “cover”) di soggetti già utilizzati in Rick e Morty (la storia della disgraziata creatura mutante creata da Korvo nel primo episodio, invece, riprende una puntata dei Simpson).

Per quanto sia quasi impossibile per un cartone animato americano rivolto a un pubblico adulto e nato con intento satirico non replicare in soggetti già visitati dalla longevissima I Simpson, Solar Opposites non è solo mostruosamente derivativo, ma si dimostra addirittura superfluo: come accennato all’inizio, è il clone di Rick e Morty ma senza il suo genio. Roiland e MacMahon si dedicano alla serie animata tra una stagione e l’altra della serie: Solar Opposites, anche se non dichiaratamente presentata come uno spinoff, potrebbe tranquillamente essere ambientata nello stesso universo narrativo del popolare cartone incentrato sullo scienziato immorale e sbavante e il suo sfigatissimo nipote. Diffusa sul canale online Hulu, è graziata da più libertà narrativa e meno censure di qualsiasi altra piattaforma e gli autori ne approfittano per amplificarne le provocazioni e farne una versione più sopra le righe del già audace fratello maggiore ideato da Harmon. Il risultato è “troppo”: troppa violenza gratuita (e a noi la violenza gratuita piace…), troppo sterilmente impietosa e priva di anima. Tutto sommato, Solar Opposites serve solo a dimostrare come sarebbe la seminale serie di Dan Harmon senza di lui.

In questa desolazione, vale un’eccezione: ricordate quando in Futurama un’intera civiltà si forma su Bender dando vita a un curioso spinoff a sé stante? In Solar Opposites accade lo stesso: gli umani miniaturizzati si danno da fare per sopravvivere in una specie di micro mondo post-atomico a metà tra Mad Max e Ken il guerriero che costituisce la parte più interessante della serie.

*Nota: in un episodio Jesse e Yumyulack irrompono in un ambiente protetto da un sistema d’allarme e bloccano quest’ultimo chiedendo aiuto ad Alexa. Se anche voi per qualche motivo (come chi scrive) ha Alexa impostata sulla lingua inglese, sappiate lei vi risponderà, per cui… meglio spegnerla la prossima volta che Jesse le chiederà di annullare tutte le spedizioni di Amazon.

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