Quali sono le regole del nuovo dpcm che entra in vigore il 6 marzo

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(Foto: Roberto Monaldo/Getty Images)

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il nuovo primo Dpcm con le disposizioni per gestire l’emergenza coronavirus, che entreranno in vigore dal prossimo 6 marzo fino al 6 aprile, quindi copriranno, almeno a livello generale, anche le festività di Pasqua. È stata approvata la chiusura di tutte le scuole nelle zone rosse. È anche stata prevista la possibilità di chiusura delle scuole, a prescindere dalla colorazione dell’area, in quelle regioni che registrino 250 contagi su 100mila per almeno sette giorni di seguito. Ecco le nuove regole.

Spostamenti

Il divieto di spostamento tra regioni non è stato, per ora, prorogato e resterà in vigore fino al 27 marzo. Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito, così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, di salute o necessità. In zona gialla è consentita la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni. Sono anche autorizzati gli spostamenti nelle seconde case per il solo nucleo familiare, sia in zona gialla che arancione. Non è permesso invece in zona rossa o arancione rafforzato. Sono vietati anche gli spostamenti per turismo.

Eventi

Il nuovo Dpcm specifica che sono invece completamente “sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi)” anche in zona bianca.

Scuole

Tutte le scuole, di ogni ordine e grado, resteranno chiuse in zona rossa. Per le altre colorazioni, la didattica resta in presenza al 100% per le scuole dell‘infanzia, delle elementari e delle medie, mentre sarà almeno del 50% fino a un massimo del 75% per le superiori. Inoltre, nelle regioni arancioni e gialle, i presidenti potranno disporre la chiusura di tutte le attività didattiche in ogni area che registri oltre 250 contagi su 100mila abitanti per almeno sette giorni di fila, nelle zone in cui abbiano adottato misure più stringenti e in caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Cultura

In tutte le zone gialle dal 27 marzo riaprono cinema e teatri, ma con la limitazione del 25% dei posti sulla capienza massima. Gli spettacoli saranno consentiti sia in sala che all’aperto, con posti a sedere prenotati e con la distanza di almeno un metro tra le persone. Per gli spettacoli all’aperto è previsto un massimo di 400 spettatori, mentre per quelli al chiuso di 200. Inoltre i musei potranno restare aperti anche durante il weekend.

Attività sportiva

Restano ancora chiuse piscine e palestre e sono vietati anche tutti gli sport di contatto e di squadra. Sempre consentita l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa.

Negozi

In zona rossa possono restare aperti solo gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. Mentre in zona gialla e arancione non ci sono limitazioni. I centri commerciali continuano a essere chiusi solo nei weekend.

Ristoranti e bar

Restano le differenze tra la zona gialla e quelle arancioni e rosse. Nella prima bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18 e successivamente possono effettuare l’asporto sino alle 22 e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. Nelle zone arancioni e rosse bar e ristoranti possono effettuare solo asporto fino alle 18 e successivamente solo la consegna a domicilio. In tutte le zone il Dpcm ha eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

 

 

Barbieri e parruchieri

Barbieri, centri estetici e parrucchieri dovranno restare chiusi in zona rossa, diversamente da quanto previsto nell’ultimo Dpcm.

Viaggi con l’estero

Il Dpcm amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti Covid-tested. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

Tavolo con le regioni

È istituito un tavolo di confronto presso il ministero della Salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del ministro per gli Affari regionali e le autonomie e del comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

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