Com’è nata l’idea del sequel di Il principe cerca moglie

0
239
Questo post è stato pubblicato qui

Se un sequel di Il principe cerca moglie è diventato realtà 32 anni dopo l’originale è per via di Terminator – Destino oscuro. Prima di vederlo, Eddie Murphy non aveva voglia né intenzione di tornare indietro. Ma poi ha avuto l’idea che ha messo in moto tutto. La differenza l’ha fatta una delle scene iniziali in cui si vede Arnold Schwarzenegger giovane in un flashback: è girata oggi ma con la tecnologia del deaging, il ringiovanimento digitale già usato in molti altri lavori. “Lì mi è saltato in testa che avremmo potuto ringiovanire me e Arsenio [Hall, la sua spalla nell’originale, ndr], e creare una nuova sequenza nel club dove nel primo film andiamo a cercare delle ragazze. In quella nottata io torno a casa con una ragazza, sono fatto e via, era tutto quello di cui avevamo bisogno”.

Così in Il principe cerca figlio accade che Hakeem, diventato re di Zamunda, ha bisogno di un erede maschio che non è mai arrivato (ha tutte figlie femmine) e gli viene detto che nel Queens c’è un suo figlio illegittimo. Dovrà andare lì a prenderlo e farlo passare dalla vita di quartiere a quella di palazzo. Come spesso avviene nei sequel, la storia raddoppia e, se non si può gonfiare il meccanismo alla base dell’originale, si esplora il suo opposto: non più un ricco e nobile erede, ingabbiato da molte regole che sperimenta la libertà in un contesto popolare di New York, bensì un popolano che deve imparare a diventare re, obbedendo alle regole e cavalcandole a suo modo.

Lo spunto del primo film veniva dalla vera ricerca di Eddie Murphy di una ragazza (si era lasciato e temeva che chiunque incontrasse l’avrebbe visto innanzitutto come una persona famosa), questo nasce invece da una nuova paternità, lui che ha avuto moltissimi figli e ha fatto della famiglia il centro della sua vita a discapito della carriera. E proprio questa carriera è quella che negli ultimi anni ha voluto riprendere, specialmente quella nella stand-up comedy. Solo che per evitare l’impressione di essere tornato dal nulla, Murphy è stato ospite in una puntata del Saturday Night Live, poi ha recitato e prodotto Dolemite Is My Name e infine arriva questo film, assieme allo spunto per la trama ovviamente.

In passato non erano mancate proposte di un sequel di Il principe cerca moglie, tutte rifiutate, anche quella di Ryan Coogler (prima che dirigesse Black Panther) in cui Michael B. Jordan avrebbe interpretato suo figlio a caccia anche lui di una donna nella stessa maniera in cui fece il padre. L’errore di Coogler è stato madornale: chiedere a una star di fare il seguito di un suo film di immenso successo levandogli il ruolo da protagonista. Ovviamente Murphy rifiutò con la seguente motivazione: “Ma così il protagonista è il figlio! È una storia che abbiamo già fatto”, e ogni discussione si chiuse.

Qui invece l’esigenza di produrre un film diverso dall’originale è stata necessaria, visto quanto il mondo è cambiato nel frattempo, soprattutto il mondo del cinema. Insieme allo spunto per poter dare a Il principe cerca figlio un intreccio convincente, è arrivata anche la consapevolezza che una storia come quella dell’originale oggi non è buona per le sale. In primis per la pandemia. Era la Paramount che doveva portarla nei cinema, ma a un certo punto, vista la situazione, l’ha venduta ad Amazon (dove ora esce) per 125 milioni di dollari. E anche i contenuti devono adeguarsi ai tempi. Non solo il nuovo film è PG-13 invece che R (significa che non è vietato ai minori di 17, ma può essere visto anche dai minori di 13 se accompagnati dai genitori), ha poi al centro il conflitto tra un figlio maschio e le figlie femmine non considerate a sufficienza dalla monarchia e ovviamente deve rimediare al fatto che nel 1988 il principe Hakeem, per umiliare il matrimonio combinato, chiede alla sua pretendente di saltare su un piede e abbaiare. Non è un umorismo che passa il vaglio di una produzione moderna.

È il regista Craig Brewer, che ha già lavorato con Eddie Murphy in Dolemite Is My Name, a spiegare come abbiano chiuso la lavorazione del film con tutta la consueta parte di test (quando lo si fa vedere a un pubblico campione e in base alle sue reazioni lo si aggiusta) proprio nel momento in cui il movimento Black Lives Matter era passato alle proteste in strada e di colpo è diventato molto importante per Il principe cerca figlio non suonare fuori dal tempo, ma essere lo stesso rilevante nella maniera in cui tratta i temi di razza e genere sessuale. Nessuna storia afroamericana, specie se letteralmente ambientata tra America e Africa, può essere indifferente all’elefante nella stanza.

The post Com’è nata l’idea del sequel di Il principe cerca moglie appeared first on Wired.