Verso la zona rossa “automatica”? La proposta del CTS

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Una zona rossa automatica al raggiungimento della soglia dei 250 casi per 100mila abitanti. Sarebbe questa la richiesta avanzata al governo dal Comitato Tecnico Scientifico, secondo quanto riporta AGI.

Il decreto firmato dal presidente degli Consiglio Mario Draghi il 2 marzo, entrato in vigore oggi e fino al 6 aprile, dispone che siano i Presidenti delle regioni o province autonome a stabilire, con ordinanza, misure più stringenti in zone ad alta circolazione del virus. All’art. 21, co.2, si legge che la misura «può essere disposta […] in tutte le aree regionali o provinciali nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 10mila abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico». In sostanza, oggi, la chiusura di una certa zona è rimessa alla decisione dei governatori delle regioni o delle province autonome. La richiesta del CTS va invece nella direzione di un passaggio automatico in zona rossa al raggiungimento della soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti, senza dunque margine di discrezionalità da parte dei presidenti di regioni e province autonome.

Le colonne del grafico rappresentano, in numero assoluto, le persone attualmente positive (ricoverati in terapia intensiva, ricoverati con sintomi o in isolamento domiciliare) nelle singole Regioni. È raffigurato, quindi, il bacino dei positivi – ossia di coloro che, se non correttamente isolati, potrebbero trasmettere il contagio – presenti in quel momento nelle diverse Regioni italiane. Da questo numero sono esclusi i guariti e i deceduti. Fonte: GIMBE

LE REGIONI SOVRA SOGLIA

Se analizziamo i dati fotografati dal monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità prendendo in considerazione la proposta del CTS, la situazione che emerge è quella di un’Italia quasi completamente rossa. Il punto di partenza è il dato nazionale, che registra una crescita dell’incidenza dei casi: da 145,16 per 100mila abitanti nella settimana 15-21 febbraio a 194,87 per 100mila abitanti dal 22 al 28 febbraio. L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è risultato pari a 1,06, in aumento rispetto a sette giorni prima e per la prima volta in sette settimane con valore superiore a uno.

Considerando invece il dato regionale, molte zone sono nella fascia di “rischio alto” e ben al di sopra della soglia di 250 casi per 100mila abitanti. Sono:

  • Provincia Autonoma di Bolzano, con 385,02 casi per 100mila abitanti. La provincia è in zona arancione, ma il presidente della Provincia – che è anche commissario straordinario all’emergenza COVID-19 – Arno Kompatscher ha stabilito misure più restrittive per tutta la provincia con ordinanza del 26 febbraio. Le disposizioni sono state integrate nei giorni successivi da misure ancora più severe – come la chiusura delle scuole per ogni ordine e grado. RT a 1,1.

 

  • Provincia Autonoma di Trento, con 376,99 casi per 100mila abitanti. Anche la provincia di Bolzano è in zona arancione. RT a 0,75. «Per il momento le scuole restano aperte con le modalità delle ultime settimane e ci prendiamo questa responsabilità, ma è chiaro che terremo monitorata la situazione giorno per giorno e se i dati dovessero peggiorare ulteriormente siamo pronti ad intervenire. Stiamo pensando – ha aggiunto ancora il presidente – di introdurre anche nuove misure. Oggi per mettere una classa in isolamento servono due contagi, valuteremo se abbassare questa soglia ad un solo contagiato», ha precisato il presidente della provincia Maurizio Fugatti.

 

  • Emilia-Romagna con 342,08 casi per 100mila abitanti. La regione è in zona arancione, ma un’ordinanza del presidente Stefano Bonaccini ha imposto, a partire da lunedì 8 marzo, la zona rossa in tutta la Romagna. Il direttore dell’AUSL Tiziano Carradori ha detto in conferenza stampa di essere personalmente contrario alle chiusure, ma che la decisione di introdurre misure più severe è stata necessaria poiché «l’epidemia da coronavirus è cresciuta in questi giorni in modo così cruento da non lasciare altra possibilità». In soli sette giorni in Romagna il tasso di incidenza è cresciuto in media del 37%, mentre le terapie intensive sono aumentata del 67%, passando da 24 a 40 posti occupati. RT a 1,13.

 

  • Marche, con 265.16 casi per 100mila abitanti. Le Marche rimangono in zona arancione. Un ordinanza del presidente della Regione Stefano Acquaroli ha imposto la zona rossa alle Province di Ancona e Macerata. RT. a 1,08

 

  • Lombardia, con 254,44 casi per 100mila abitanti. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha emesso giovedì 4 marzo un’ordinanza che imponeva il passaggio della Lombardia in zona “arancione rafforzato”. Il provvedimento produrrà il suo effetti fino al 14 marzo. RT a 1,13.