AstraZeneca per tutti e apertura a Sputnik: i prossimi step della campagna vaccinale

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La campagna vaccinale italiana sta per entrare nella sua fase più importante, e il primo a saperlo è il ministro della Salute Roberto Speranza. Dopo la nomina di Francesco Paolo Figliuolo come nuovo commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, il compito del governo e delle autorità regionali e locali sarà quello di dare una forte accelerata alla vaccinazione di massa. Contemporaneamente, sono allo studio misure per contenere la diffusione del virus: per questo, intervistato dal Corriere della Sera, il ministro della Salute ha sottolineato come la seconda ondata non sia “mai finita. Assistiamo a una ripresa molto forte dovuta all’impatto delle varianti, che ci sta portando a misure sempre più restrittive sui territori“. Speranza ha confermato il “modello a fasce“, ma da ciò che filtra non è escluso che si possa optare per una zona rossa su tutto il territorio nazionale a partire dal prossimo weekend.

Pur contestando le critiche secondo le quali l’Italia sarebbe indietro nella somministrazione dei vaccini (“i nostri numeri sono in linea Francia e Germania“), il ministro ha posto l’accento sulla necessità di accellerare il processo di immunizzazione della cittadinanza: “Sono già oltre 5 milioni gli italiani a cui è stata somministrata la prima dose“, ha sottolineato su Twitter, e a Mezz’Ora in più, ospite di Lucia Annunziata, ha detto che le somministrazioni – al momento circa 180mila al giorno – “aumenteranno in maniera progressiva“, perché “sono attese 50 milioni di dosi dal primo aprile“. “Il prossimo trimestre sarà decisivo”, ha continuato Speranza, con l’obiettivo di “far sì che entro l’estate tutti gli italiani che vogliono vaccinarsi possano aver avuto la somministrazione“. Ma quali saranno, quindi, i prossimi passaggi?

I prossimi step

Come ha ricordato lo stesso Speranza, l’11 marzo è attesa la decisione dell’Ema (l’agenzia europea per il farmaco) sul vaccino Johnson&Johnson, già approvato il 26 febbraio dagli Stati Uniti. Rispetto agli altri sieri, come quello di AstraZeneca e Pfizer, è un monodose: per immunizzare serve soltanto un’iniezione, non due, e l’Italia ha già prenotato 26 milioni di dosi. Secondo i test effettuati, il vaccino Johnson&Johnson riduce del 66% la possibilità di contrarre il virus e ha un’efficacia dell’85% contro le forme più gravi dell’infezione. Nel link qui sotto un approfondimento specifico.

Non è però l’unica novità: lunedì 8 marzo, infatti, sarà emanata la circolare che estende la somministrazione del vaccino AstraZeneca anche agli over 65: “Ci sono nuove evidenze scientifiche che dimostrano come questo vaccino possa essere utilizzato su tutte le fasce generazionali“, ha confermato lo stesso Speranza. Il via libera da parte del Consiglio Superiore di Sanità c’è già stato, a emanare il provvedimento sarà proprio il Ministero della Salute. Una circostanza che permetterà di avere più dosi a disposizione anche per le fasce più deboli della popolazione. Inizialmente, quello di AstraZeneca era stato autorizzato solamente per le persone sotto i 65 anni, ma a metà febbraio l’Organizzazione mondiale della sanità lo aveva raccomandato anche agli over. I dubbi su questo vaccino erano relativi ai pochi dati a disposizione per le fasce d’età più alte.

Ma non finisce qui, perché Speranza non ha chiuso affatto alla somministrazione del vaccino russo Sputnik. Sempre il ministro a Mezz’Ora in più:

Sono aperto al vaccino russo Sputnik purché le verifiche ed i controlli delle agenzie preposte abbiano buon fine; quando avverrà questo per il vaccino russo noi siamo pronti a collaborare con le autorità russe per rafforzare la produzione. L’obiettivo è vaccinare il più possibile, non hanno senso barriere di natura nazionalistica.

Il siero di Mosca, al momento sotto il vaglio dell’Ema, è già utilizzato in Europa da Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e San Marino, che ha optato per il vaccino russo dopo il ritardo nelle consegne da parte delle autorità italiane. Nel centrodestra c’è già da tempo una corrente molto forte che ne vorrebbe subito l’approvazione. Al momento gli unici vaccini somministrabili sono quelli di Pfizer-Biontech, Moderna e AstraZeneca.