Nell’anniversario della marcia di Selma, Biden vuole ampliare l’accesso al voto degli americani

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(foto: Chip Somodevilla/Getty Images)

Il 7 marzo il presidente degli stati uniti Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo per rendere più facile la registrazione degli elettori statunitensi e migliorarne l’accesso al voto. L’ordine presidenziale è stato firmato in occasione dell’anniversario della marcia per i diritti civili di Selma del 1965, guidata da Martin Luther King, quando polizia e truppe federali attaccarono i manifestanti pacifici che protestavano contro le discriminazioni razziali ai seggi elettorali.

Dopo le infondate accuse di brogli sostenute dall’ex presidente Donald Trump, le amministrazioni repubblicane di 43 stati hanno presentato più di 250 proposte di legge per limitare l’accesso al voto, in particolare rispetto al voto via posta, quello più attaccato da Trump. Le elezioni statunitensi dello scorso novembre hanno riportato il record di affluenza del 66%, il dato più alto mai registrato dalle elezioni presidenziali del 1900. “Nonostante ciò”, ha detto Biden, “invece che celebrare questa straordinaria dimostrazione della forza del voto, lo scorso 6 gennaio abbiamo assistito a un brutale attacco alla nostra democrazia. Al quale sta seguendo un altro attacco al diritto di voto, che attraversa le legislature di tutto il paese”.

Perciò, l’ordine presidenziale di Biden ha autorizzato le agenzie federali ad assistere gli stati nella registrazione degli elettori e delle elettrici. In più, le branche del governo federale dovranno presentare una riforma, entro 200 giorni, che ampli e faciliti l’accesso al voto e la distribuzione delle informazioni agli elettori e alle elettrici, compreso l’aggiornamento delle pagine web federali e dei servizi digitali di assistenza al voto. Biden sta anche incalzando il Senato affinché approvi una proposta di legge riguardo la ridefinizione dei distretti elettorali. La proposta, avanzata dai membri del Partito democratico, toglierà alle autorità statali il compito di ridisegnare i distretti, affidandolo a della commissioni indipendenti. In questo modo si vuole evitare la possibilità che i politici costruiscano distretti in modo tale da avvantaggiare un partito piuttosto che un altro, basandosi sulla distribuzione dell’elettorato, secondo la pratica del cosiddetto gerrymandering.

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