Un gruppo di hacker ha violato 150mila telecamere di sorveglianza, tra cui alcune di Tesla

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Telecamere di videosorveglianza (Pixabay)

Un collettivo internazionale di hacker ha attaccato l’azienda di videosorveglianza californiana Verkada, ottenendo l’accesso agli archivi di oltre 150mila telecamere di sicurezza poste all’interno di aziende, ospedali, prigioni, scuole e distretti di polizia. Tra le imprese coinvolte anche la società di content delivery network e provider di servizi di hosting Cloudflare e circa 222 videocamere poste in fabbriche e magazzini di Tesla. Tra le informazioni sottratte a Verkada vi sono l’elenco completo dei loro clienti e i dati delle persone identificate dai sistemi di riconoscimento facciale installati in alcune camere.

L’attacco, avvenuto a pochi giorni di distanza dalla violazione del sistema di Microsoft exchange, è stato rivendicato da Tillie Kottmann, uno degli hacker coinvolti nella diffusione di informazioni sottratte a Intel lo scorso dicembre. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Kottman afferma di far parte del collettivo internazionale Advanced persisten threat 69420, responsabile dell’intrusione a Verkada e a Intel. L’obiettivo, ha detto Kottman, era quello di dimostrare la pervasività dei sistemi di videosorveglianza nella nostra società e la facilità di accesso. “Abbiamo esposto quanto siamo ampiamente sorvegliati e quanta poca cura venga messa nel rendere sicure le piattaforme utilizzate per farlo, che seguono soltanto il profitto e non la tutela delle persone”, ha detto Kottman.

Verkada ha definito l’attacco informatico come “poco sofisticato”. Gli hacker sono riusciti a violare la sicurezza della compagnia con l’utilizzo delle credenziali di un “super admin”, cioè un singolo account con accesso illimitato. Secondo Kottman, user name e password sono state trovate su internet, dove erano disponibili pubblicamente. A seguito dell’attacco, Verkada ha disabilitato tutti gli account amministratore interni per impedire altri accessi non autorizzati. “Il nostro team di sicurezza interna e le nostre società di sicurezza esterne, stanno investigando sulla portata e sull’obiettivo di quanto accaduto, e abbiamo già avvertito le autorità competenti”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda.

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