Covid-19 a rischio chi dorme male

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Covid-19 a rischio chi soffre di disturbi del sonno e dorme male notte dopo notte. A quanto pare chi non riesce a riposare nel modo corretto durante le ore notturne può soffrire maggiormente delle conseguenze più gravi dell’infezione da SARS-CoV-2. Se il sonno non era ottimale prima di contrarre il virus e ammalarsi, il rischio è di stare davvero molto male in seguito all’infezione.

Questo è il quadro che emerge da una ricerca dell’Irccs Maugeri Veruno (No) e dell’Irccs Maugeri Tradate (Va), con dati che saranno diffusi il prossimo 19 marzo 2021, in occasione della Giornata mondiale del sonno. Ma qual è il collegamento tra un pessimo sonno notturno e le conseguenze della Covid-19?

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Covid-19 a rischio i pazienti che non dormono bene

I ricercatori dell’Irccs Maugeri Veruno (No) e dell’Irccs Maugeri Tradate (Va) hanno deciso di valutare se la cattiva qualità del sonno potesse avere conseguenze sull’infezione da Covid-19. Alberto Braghiroli, pneumologo e direttore del Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS Maugeri di Veruno, spiega:

Ci siamo avvalsi delle informazioni che gli infermieri raccolgono all’atto del ricovero e che includono domande precise sulla qualità del sonno prima di contrarre la patologia in atto, che abbiamo già utilizzato e validato in altri studi.

Nella prima ondata i ricercatori hanno raccolto i dati di 300 pazienti, per poi aggiungere altri dati nella seconda ondata, per arrivare a 939 pazienti con Covid-19, dei quali 428 donne. La percentuale di persone con disturbi del sonno era superiore al 30%. È emerso che nei pazienti con insonnia il punteggio di gravità clinica era più alto: potevano rischiare una compromissione maggiore dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, gastrointestinale.

A breve il lavoro sarà sottoposto per la pubblicazione. Inoltre, in collaborazione con l’Universita’ di Pavia stiamo cercando di capire se la difficoltà del sonno notturno riduca le capacità di attenzione e se possa predisporre a un rischio magari maggiore di infettarsi per inattenzione.

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Via | Ansa

Foto di Daniel Roberts da Pixabay