Barcellona sperimenta il primo concerto con 5mila spettatori senza distanziamento (e tampone negativo)

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La convivenza col coronavirus si sta rivelando più lunga di quanto avessimo immaginato e se, con la campagna vaccinale pronta ad un sprint anche a livello europeo, si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel è doveroso provare ad organizzare un ritorno alla normalità anche con la pandemia in corso. La città di Barcellona ci sta provando a suon di test. Lo scorso dicembre aveva organizzato un concerto al chiuso per 463 spettatori, nessuno dei quali aveva contratto il COVID-19. Stavolta la città spagnola ha deciso di alzare un po’ l’asticella.

Il concerto-test del 12 dicembre a Barcellona

Il primo concerto-esperimento organizzato dal Dipartimento della Salute di Barcellona nell’ambito della campagna “Cultura segura” si era tenuto presso la Sala Apolo, omologata per un massimo di 900 partecipanti. In quell’occasione furono selezionate 463 persone tra i 18 e i 59 anni, sottoposte a test antigienico rapido poche ore prima dell’evento. Nel corso del concerto i partecipanti all’esperimento hanno indossato una mascherina FFP2 per l’intera durata dell’evento, rimuovendola soltanto per consumare al bar e per fumare nelle apposite aree all’aperto con ingresso contingentato.

Nessun distanziamento sociale, ma mascherina obbligatoria. All’indomani dell’evento tutti i partecipanti sono stati sottoposti a tampone molecolare che ha di fatto confermato l’esito dei tamponi rapidi eseguiti prima dell’evento. Nessuno è risultato positivo al COVID-19 e lo stesso risultato è stato ottenuto ad otto giorni di distanza. L’esperimento, quindi, era stato considerato un enorme successo.

Barcellona alza l’asticella: 5mila persone in concerto senza distanziamento sociale

Oggi l’esperimento si ripeterà, ma più in grande. 5mila persone, accuratamente selezionate, potranno recarsi questa sera al Palau Sant Jordi per assistere al concerto della rock band spagnola “Love of Lesbian“. Le regole sono le stesse: tutti i partecipanti dovranno sottoporsi ad un tampone rapido poche ore prima dell’evento e chi riceverà l’esito negativo potrà assistere al concerto senza rispettare il distanziamento sociale, ma indossando una mascherina FFP2 fornita dalle autorità sanitarie di Barcellona all’ingresso nel locale (e inclusa nel prezzo del biglietto).

Al contrario di quanto accaduto per l’evento di dicembre, però, stavolta i partecipanti al concerto non saranno seguiti anche dopo l’evento. I cittadini che assisteranno al primo concerto senza distanziamento sociale per un numero così alto di persone dovranno contattare le autorità sanitarie se nei giorni successivi al concerto manifesteranno i sintomi dell’infezione da COVID-19.

Sulla base delle segnalazioni che arriveranno dai cittadini al team che si sta occupando del test, guidato dal dottor Boris Revollo, verrà fatta un’analisi del tasso di infezione tra i 5mila partecipanti da comparare poi col tasso di infezione della popolazione generale per vedere se ci sono delle discrepanze che potrebbero puntare al contagio durante l’evento.

La decisione di non seguire i partecipanti anche dopo la conclusione dell’evento è legata alla necessità di stabilire un protocollo per la ripresa dei concerti che sia efficace, ma anche il meno dispendioso possibile. Testare i partecipanti all’ingresso ha un costo che può essere incluso nel prezzo del biglietto – come accaduto anche nel test odierno – ma seguire il pubblico anche nei giorni successivi all’evento renderebbe l’intera procedura più complessa e costosa.