Regolate gli orologi: stanotte arriva il cambio dell’ora legale

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Businesses Prepare For Earlier Daylight Savings Time
(Photo by Joe Raedle/Getty Images)

Per chi ha ancora al polso un orologio analogico, è venuto il momento di spostare avanti le lancette di un’ora. L’appuntamento con l’ora legale nel 2021 è fissato per questa notte, a cavallo tra sabato 27 e domenica 28 marzo, quando alle 2 chi proprio insiste a non voler prendere sonno potrà effettuare da sè il passaggio alla nuova ora.

Oltre alla prospettiva di giornate più lunghe (di cui si spera di poter godere presto, con l’allentamento delle restrizioni legate alla pandemia) c’è una ragione importante che guida la scelta dell’ora legale: quello del risparmio energetico. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, nei sette mesi di ora legale del 2020 l’Italia ha risparmiato complessivamente 400 milioni di kilowattora di elettricità, pari al consumo medio annuo di circa 150 mila famiglie, con un beneficio economico per il sistema di 66 milioni di euro e impatti positivi anche in termini di sostenibilità ambientale, con 205mila tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera.

Dal 2004 al 2020, secondo l’analisi di Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10 miliardi di kilowattora e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.

Il tema dei costi e dei benefici è sempre al centro della discussione, nell’ottica del passaggio da un’ora naturale a quella legale, stabilita per convenzione. In Europa la transizione dal tempo invernale a quello estivo è comune agli stati membri, che lo hanno introdotto un po’ in ordine sparso per conto proprio, passando solo in un secondo momento a un processo di armonizzazione coordinato in sede comunitaria. E ancora oggi la decisione è dibattuta, con prospettive molto diverse su vantaggi e svantaggi.

Già nel 2007 un rapporto della Commissione cercava di fare un punto sulle “implicazioni dell’ora legale” negli stati dell’Unione, guardando anche alla dimensione del mercato comune e le ricadute sui settori economici più interessati. Sul contributo dell’ora legale si osservavano diversi parametri, tra i quali “il maggior consumo di energia per il riscaldamento ad inizio giornata” oppure “il maggior consumo di carburante dovuto ad un eventuale aumento del traffico nelle sere in cui vi è più luce”. Il 2020 avrebbe dovuto segnare una decisione definitiva della Commissione sul ricorso all’ora legale in Europa, ma a causa della pandemia la discussione è stata rimandata.

 

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