Cosa c’è da sapere sulla vaccinazione contro Covid-19 in bambini e adolescenti

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(foto: 460273 via Pixabay)

Bambini e ragazzi si ammalano in media meno e con forme di Covid-19 meno gravi – anche se non mancano anche diversi casi di ricovero negli under 20 – ma ancora non conosciamo con certezza il perché. Ma sono suscettibili all’infezione e la possono trasmettere: la vaccinazione anti Covid sarà importante, non appena disponibile, non solo per proteggere la loro salute ma anche per evitare che da non vaccinati diventino contenitori del virus diffondendolo. I vaccini disponibili e approvati per l’uso non sono stati testati nei minorenni, ma negli Stati Uniti sono già partite delle sperimentazioni che coinvolgono bambini dai 6 mesi agli 11 anni e adolescenti fra i 12 e i 17. Cosa dobbiamo sapere in 7 faq sulla futura vaccinazione anti Covid nei più piccoli.

1. Perché sarà importante vaccinare bambini e ragazzi?

Ora in Italia la percentuale di adolescenti positivi al coronavirus è molto più alta rispetto alla prima fase della pandemia. I bambini restano ancora meno colpiti, per meccanismi vari e forse sovrapposti, ancora non chiarissimi agli scienziati. Ma sarà importante vaccinarli, sia per ridurre i rischi, che sussistono, di complicanze, sia per evitare che possano trasmettere l’infezione ad altri, sia, in alcuni paesi dove i minorenni sono oltre il 20% della popolazione, come negli Stati Uniti, per raggiungere l’agognata immunità di gregge.

2. La vaccinazione – nei bambini e negli adulti – protegge dal contagio?

Probabilmente sì e la risposta arriva proprio oggi. Chi è vaccinato potrebbe non contagiarsi proprio e dunque non diffondere l’infezione: è appena stata divulgata la notizia di uno studio dei Cdc (Centers for disease control and prevention) statunitensi che mostra che i vaccini a mRna (Pfizer-BioNTech e Moderna) sembrano proteggere non solo dai sintomi, come precedentemente spiegato, ma anche dal contagio.

3. A oggi esiste un vaccino per bambini e adolescenti under 18?

Non esiste alcun vaccino per bambini e ragazzi fino a 16 anni, semplicemente perché i test che hanno condotto alle approvazioni degli attuali prodotti non hanno considerato questa fascia d’età. Il vaccino di Pfizer-BioNTech, tuttavia, può essere utilizzato già a partire dai 16 anni (dunque include anche sedicenni e diciassettenni) dato che sperimentato anche in questo gruppo di persone.

4. Quando arriverà un vaccino per i più piccoli?

I trial clinici di Pfizer-BioNTech e Moderna su bambini e adolescenti hanno preso il via. Sharon Castillo, portavoce dell’azienda Pfizer, spiega, come riportato in una nota della Reuters, che l’azienda spera di avere i dati del trial sui più piccoli nella seconda metà del 2021 e la speranza è di riuscire a iniziare la vaccinazione anche ai bambini sotto i 12 anni all’inizio del 2022. In generale si comincerà prima con la fascia d’età dai 6 agli 11 anni e soltanto successivamente i bambini con meno di 6 anni. Per gli adolescenti la vaccinazione potrebbe arrivare un po’ prima. Inoltre, considerando che i test avvengono per ora negli Stati Uniti e immaginando che tutto vada come il vaccino per gli adulti (con l’approvazione che avviene prima negli Usa e poi in Europa) per l’Europa e per noi i tempi potrebbero anche essere leggermente più lunghi di quelli indicati. Insomma, c’è ancora da attendere, ma non bisogna avere fretta e anzi è normale che le tempistiche dei trial pediatrici siano un po’ dilatate.

5. Neonati e lattanti nati da mamme vaccinate sono protetti?

Neonati e lattanti potrebbero avere una qualche protezione in più considerando che alcune prove indicano che le madri vaccinate trasmettono gli anticorpi anti coronavirus attraverso la placenta e dopo la nascita con l’allattamento al seno. In tal senso si può leggere uno studio, per ora solo in preprint e non ancora pubblicato, che uscirà su American Journal of Obstetrics and Gynecology.

6. Il vaccino per i bambini è lo stesso degli adulti?

Il vaccino testato è lo stesso già approvato e ampiamente utilizzato negli adulti. Le differenze riguardano i possibili dosaggi, che saranno studiati approfonditamente e che potranno essere più bassi di quelli somministrati agli adulti (pari a 100 microgrammi di rna messaggero mRna). Nel caso di altri vaccini la dose risulta a volte la stessa e a volte ridotta rispetto a quella prevista per gli adulti. Bisogna infatti considerare anche che i piccoli hanno una risposta immunitaria più robusta e potrebbero aver bisogno di una quantità minore di vaccino.

7. Nel frattempo cosa possiamo fare?

Il ministero della Salute ha divulgato un decalogo con i 10 punti chiave, fra cui consigli, raccomandazioni e informazioni sul coronavirus, per proteggere bambini e ragazzi. Non bisogna abbassare la guardia sugli altri problemi di salute che possono avere e sulle altre vaccinazioni, come da calendario vaccinale. Inoltre, anche il vaccino antinfluenzale è raccomandato nei più piccoli. “A causa della pandemia, in molti Paesi, inclusa l’Italia”, osservano i ricercatori dell’Istituto superiore di sanità, “si è verificata ‘una riduzione generale delle normali attività vaccinali‘. È importante in questa fase recuperare tutte le sedute di vaccinazioni obbligatorie che non sono state eseguite. In autunno, inoltre, è raccomandato che tutti i bambini sotto i 6 anni si vaccinino contro l’influenza stagionale, malattia che può sovrapporsi o confondersi con Covid-19”.

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