Neonato prematuro sottoposto a un innovativo intervento al cuore

0
58
Questo post è stato pubblicato qui

Una tecnica del genere non era mai stata usata in un paziente “piuma”. I medici hanno sottoposto un neonato prematuro, nato con un peso di soli 1100 grammi, a un delicato intervento chirurgico al cuore per cercare di risolvere un’anomalia cardiaca congenita, utilizzando un catetere miniaturizzato. In Italia non si hanno notizie di altri interventi del genere su pazienti così piccoli. I medici hanno così evitato un intervento a torace aperto.

I medici dell’ospedale Niguarda di Milano, in collaborazione con i colleghi del Policlinico del capoluogo lombardo, hanno eseguito l’intervento sul piccolo paziente appena nato. Un’operazione salvavita che ha visto collaborare due centri milanesi di eccellenza nella correzione delle cardiopatie congenite dei neonati prematuri, attraverso la tecnica transcatetere.

Intervento al cuore senza anestesia ma con l’ipnosi a Savona

Neonato prematuro, intervento al cuore senza precedenti

I cardiologi pediatrici del Niguarda hanno portato a termine con successo l’intervento attraverso una chiusura percutanea del dotto arterioso di Botallo sul cuore del piccolo prematuro. I dottori si sono avvalsi della collaborazione dei neonatologi del Policlinico di Milano.

L’operazione ha avuto luogo nelle sale di emodinamica di Niguarda grazie al lavoro di un team multidisciplinare composto da cardiologi pediatrici, anestesisti, tecnici di radiologia, neonatologi e infermieri. Il dottor Giuseppe Annoni, cardiologo pediatrico del Niguarda, spiega come hanno eseguito il primo intervento del genre in Italia di un bimbo con un peso così leggero:

Una volta in sede dal catetere è stato rilasciato un dispositivo auto-espandibile che è andato a tappare il dotto arterioso aperto. Durante la vita fetale, infatti, esiste un “tubicino”, il dotto di Botallo appunto che, mettendo in comunicazione l’arteria polmonare con l’aorta, ottimizza la circolazione fetale. Dopo la nascita il dotto normalmente si chiude ma se questo non avviene possono insorgere complicazioni cardiache.

In Italia primo intervento di un robot per un impianto di stent al cuore

Foto di Rainer Maiores da Pixabay

Via | Ospedale Niguarda di Milano