Mezzi pubblici e contagio. Cosa emerge davvero dai controlli dei carabinieri del Nas?

0
53
Questo post è stato pubblicato qui

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sta all’opposizione e non perde occasione di andare all’attacco di chi sta al potere, non sempre con cognizione di causa come sta accadendo in queste ore. Meloni, uno dei principali politici del centrodestra che per mesi ha sottovalutato l’emergenza COVID-19, scendendo in piazza e organizzando manifestazioni mentre l’Italia si stava chiudendo, oggi è entrata in modalità “noi l’avevamo detto” e ha diffuso un’informazione errata – e potenzialmente pericolosa – sulla diffusione del contagio sui mezzi pubblici.

Il riferimento è alla circolazione del virus sui mezzi pubblici, un problema ben noto da mesi al punto da aver spinto le amministrazioni locali e il governo Conte a fissare una capienza massima a bordo dei mezzi pubblici così da ridurre il più possibile il rischio di contagio mantenendo però una copertura capillare del trasporto pubblico.

L’occasione che ha portato Giorgia Meloni a gridare ai quattro venti “avevamo ragione noi” è l’indagine condotta dai carabinieri del Nas sui mezzi pubblici in diverse parti d’Italia – Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto – e che ha portato al rinvenimento di tracce del virus a bordo dei mezzi.

Cosa hanno scoperto i carabinieri del Nas?

Sappiamo dall’inizio della pandemia che il virus può rimanere sulle superfici che tocchiamo ed è proprio per questo che da oltre un anno si rinnova l’invito a lavarci spesso le mani e ad usare sostante igienizzanti quando siamo fuori casa o quando stiamo per entrare in un negozio o altro luoghi chiuso.

In questi ultimi giorni, però, i carabinieri del Nas hanno fornito qualche numero eseguendo 756 tamponi di superficie su mezzi di trasporto e stazioni – analizzando obliteratrici, maniglie e barre di sostegno per i passeggeri, pulsanti di richiesta di fermata e sedute – e da quei 756 tamponi sono stati rilevati 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus.

I militari hanno anche evidenziato 65 irregolarità tra inosservanza delle misure di prevenzione, omessa cartellonistica con le norme di comportamento e capienza massima dei mezzi pubblici, elevando 62 sanzioni e denunciando 4 responsabili di aziende di trasporto.

La nota diffusa dai Nas parla chiaro:

Il riscontro della presenza di materiale genetico del virus sulle superficie dei mezzi di trasporto, seppur non indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dello stesso, rileva con certezza il transito ed il contatto di individui infetti a bordo del mezzo, determinando la permanenza di una traccia virale.

Cosa vede Giorgia Meloni nell’indagine dei carabinieri del Nas?

Le tracce di virus sono state trovate – e lo stesso succederebbe in qualunque altro luogo in cui transitano persone, dalla scuola ai negozi – ma non ci sono elementi a conferma della virulenza di quelle tracce né che il virus fosse vitale.

Giorgia Meloni, non sappiamo se per ignoranza o se sapendo di mentire, ci ha ricamato sopra una storia ben diversa ed è arrivata a definire i mezzi pubblici veicolo di contagio.

Per mesi hanno raccontato ai cittadini che il trasporto pubblico era sicurissimo, ma oggi la verità è sotto gli occhi di tutti: i mezzi pubblici sono veicolo di contagio e il loro potenziamento, richiesto a gran voce da Fratelli d’Italia, doveva essere una priorità. Invece hanno preferito continuare a colpevolizzare bar, palestre e ristoranti chiudendo le loro attività, già in ginocchio dalle continue limitazioni, che da tempo seguivano tutte le norme anti-contagio.

Per mesi hanno raccontato ai cittadini che il trasporto pubblico era sicurissimo, ma oggi la verità è sotto gli occhi di…

Posted by Giorgia Meloni on Tuesday, April 6, 2021

Un vero e proprio allarme, quello lanciato da Giorgia Meloni, basato su una pessima comprensione di quanto spiegato in modo chiaro dai carabinieri del Nas.