Un attacco ransomware ha messo ko il registro elettronico di molte scuole

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Coronavirus scuola
(foto: Klaus-Dietmar Gabbert/picture alliance via Getty Images)

Il 3 aprile un attacco informatico ha colpito i server di Axios, la società di software che fornisce il registro elettronico e altri servizi al 40% delle scuole italiane. Una brutta sorpresa per docenti e studenti, alcuni rientrati dal 7 aprile in classe, anche in zona rossa, per effetto delle ultime decisioni del governo. L’ultimo comunicato della società promette di ristabilire tutti i servizi entro l’8 aprile.

All’inizio sembrava che fosse solo un “malfunzionamento tecnico”, come riportato dal sito di Axios Italia la mattina del 3 aprile. Tuttavia, dopo due giorni di stop e verifiche, l’azienda ha ammesso di aver subito un attacco ransomware finalizzato all’estorsione di denaro, in cambio dello sblocco dei servizi. L’attacco è avvenuto attraverso un malware, che ha portato al sequestro dei dati e dei servizi della piattaforma. Ancora non si sa se Axios abbia pagato il riscatto, né a quanto ammonti la somma richiesta. L’azienda ha fatto sapere che non ci sono state perdite o sottrazioni di dati sensibili.

In attesa di risolvere il problema, Axios ha fornito un protocollo sia per l’apertura del registro di emergenza che per la sua compilazione e chiusura. Il registro elettronico è una componente essenziale della vita di classe poiché sostituisce i documenti cartacei per segnare presenze e assenze, i voti di interrogazioni e compiti, le uscite anticipate, i compiti assegnati. Inoltre sul database sono registrate le pagelle in formato elettronico e le note dei docenti.

Axios era stata già stata colpita da un attacco simile esattamente un anno fa e, attualmente, sembra essere l’unica piattaforma di servizi informatici per le scuole ad aver subito questi problemi. Le altre due piattaforme attive in Italia, ClasseViva e Classroom, risultano in funzione.

Gli attacchi alle piattaforme didattiche online stanno diventando sempre più frequenti. Da marzo anche quelle di Regno Unito e Francia sono finite nel mirino di criminali informatici.

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