Com’è andata la prima settimana dei contributi a fondo perduto per le partite Iva

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Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto, riconosciuto dal decreto Sostegni alle partite Iva di imprese, autonomi e titolari di reddito agrario, sono state quasi un milione nei primi dieci giorni. Per le prime 600mila istanze sono già partiti gli ordinativi di pagamento, pari a un importo complessivo di 1,9 miliardi di euro a favore dei beneficiari, che avevano presentato la domanda nel corso della prima settimana del programma, finita a Pasquetta. Sono i primi dati resi noti dall’Agenzia delle entrate che dal 30 marzo ha aperto alla ricezione informatica delle richieste, attraverso la piattaforma telematica gestita con Sogei, partner tecnologico dell’operazione.

Sulla base di questi numeri, un rapido calcolo matematico permette di quantificare in circa 3.160 euro l’importo medio riconosciuto ai richiedenti, che in stragrande maggioranza otterranno le somme sul proprio conto corrente. Solo 10mila (l’1,6%) hanno optato per la compensazione a credito di imposta. La linea telefonica predisposta dall’Agenzia delle Entrate per richiedere assistenza nelle operazioni telematiche è stata intasata di chiamate, in questi giorni. Il 16,4% delle istanze a pagamento (99mila) sono in Lombardia, dove andranno 357 milioni di euro. Seguono Campania con l’11,7% (70mila domande) e Lazio 11,4% (68mila), ma a Roma e dintorni andranno 239 milioni di euro, mentre a Napoli e province 210.

Va ricordato che il governo ha stanziato 11 miliardi per questo tipo di aiuti e che vi possono accedere le partite Iva che abbiano perso almeno il 30% del valore nel fatturato medio tra 2019 e 2020. Il contributo è calcolato su percentuali diverse in base ai ricavi conseguiti, purché non siano più di 10 milioni di euro e andrà da un minimo di mille a un massimo di 150mila euro. Tuttavia, chi ha aperto la partita Iva a partire dal 2019 potrà ugualmente ottenere il minimo (che sale a 2mila euro per le imprese), anche se non ha perso niente. Lo stesso vale per gli ultimi arrivati nel 2021, che possono richiedere il contributo minimo purché abbiano una partita Iva attivata entro il 23 marzo.

Una volta inviata, alla domanda viene assegnato un numero di protocollo, riportato in una ricevuta e dopo una serie di controlli formali viene presa in carico o scartata. Dopo qualche giorno per una ulteriore verifica di coerenza dei dati, viene scartata, sospesa o accolta. Fino ad allora (e non oltre il 28 maggio) il richiedente può correggere l’istanza, nel caso dovesse accorgersi di errori nella compilazione. L’istanza può essere inviata fino al 28 maggio 2021, in base alle modalità specificate ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate.

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