Caso Gregoretti, la Procura di Catania su Salvini: “Non fu sequestro di persona”

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“La sua condotta non costituisce reato”. Così la Procura di Catania ha ribadito la richiesta di “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” all’udienza preliminare del processo Gregoretti, che vede l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini accusato di sequestro di persona e abuso d’ufficio. Il leader della Lega è finito a processo per il ritardo dello sbarco di 131 migranti nel luglio del 2019 ad Augusta quando era ministro dell’Interno. Il processo era iniziato lo scorso ottobre dopo che nel febbraio del 2020 il Senato aveva approvato la richiesta di processo arrivata nel 2019 da parte del Tribunale dei ministri di Catania.

LA RICOSTRUZIONE

Il pm di Catania Andrea Bonomo al termine della discussione, ha chiesto al gup Nunzio Sarpietro l’archiviazione del processo. Secondo Bonomo, il governo condivideva le valutazioni dell’ex ministro dell’Interno Salvini e condivideva la sua linea politica, che era quella della collocazione dei migranti. Secondo quanto riportato da Repubblica queste le dichiarazioni rivolte al gup: “Non che sia giusto e condivisibile – spiega il pm Bonomo – ma si può ritenere che Salvini abbia violato le convenzioni internazionali? Si può definire illegittima la sua scelta di assegnare tardivamente il porto di sbarco? A mio avviso no. Non dico che moralmente o politicamente la scelta sia stata giusta, ma non spetta a noi dirlo“. Una linea che sposa quella del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che durante l’istruttoria aveva chiesto l’archiviazione del caso ritenendo che l’operato dell’allora ministro dell’Interno rientrasse nelle sue prerogative politiche.

Le parti civili in rappresentanza dei migranti presenti sulla nave e di diverse associazioni chiedono il rinvio a giudizio per Matteo Salvini. Poi toccherà all’avvocato Giulia Bongiorno che difende il leader della Lega, la quale risolleciterà per il non luogo a procedere nei confronti del suo assistito. In programma altre due giornate di udienza preliminare, una sempre in aprile il 23 e l’altra, quella in cui il gup Sarpietro dovrà decidere, il 14 maggio.

SALVINI: “Emergenza Covid, bisogna fare più in fretta”

Arrivato questa mattina a Catania, Matteo Salvini ha risposto alle domande dei giornalisti sull’emergenza Covid. “Bisogna fare di più e in fretta“, ha detto in riferimento al nuovo decreto. E sui vaccini: “Si sta correndo. Archiviati i miliardi di sprechi e le primule di Arcuri – ha detto – l’obiettivo di 500 mila dosi al giorno entro aprile è possibile, sempre che l’Europa non si metta di traverso“.

Infine sulle riaperture ha ribadito la sua linea.

Noi non facciamo la schedina del totocalcio ma ci affidiamo alla scienza. Quando la scienza impone chiusure è giusto chiudere. Quando gli stessi dati scientifici, come accade fortunatamente da giorni e giorni dicono che calano i ricoveri e la situazione torna più tranquilla, se la scienza vale quando si torna al rosso vale anche quando si passa al giallo.

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