Come la divulgazione storica è diventata di tendenza su internet

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(screenshot: YouTube)

Oggi, appassionati e studenti di storia non devono più fare affidamento esclusivamente sui libri per studiare gli avvenimenti del passato: podcast, canali YouTube e account social hanno visto aumentare notevolmente i contenuti di storia negli ultimi tempi. Diversi creator italiani, fra cui alcuni insegnanti della scuola pubblica, ottengono milioni di view con video-lezioni sulla vita nell’Antica Roma o sulle conquiste di Napoleone. Fra i possibili motivi del recente successo online della storia c’è la diffusione della didattica a distanza (che ha spinto molto studenti a cercare lezioni sul web), ma i numeri di visualizzazioni e ascolti suggeriscono che gli utenti non sono solo in età scolare. Merito di personaggi e autori che sono riusciti a rendere la storia un argomento cool – o quantomeno di tendenza – sul web.

I podcast di storia in italiano

Uomo immagine della storia sui media è il professore Alessandro Barbero, che nel 2020 ha portato al successo un podcast molto seguito dal titolo Lezioni e Conferenze di Storia. Nelle numerose puntate del programma, il curatore Francesco Mele introduce a suon di jazz conferenze, discorsi e lezioni di Barbero, già rispettato professore di storia negli anni passati che con il podcast sembra aver trovato una fama degna di un influencer: su Google Trends il suo nome è in ascesa e negli eventi come il recente Dantedì ha raggiunto risultati breakout. Con la sua voce calma e senza far mancare ogni tanto una curiosità o una battuta, Barbero è riuscito a far interessare gli ascoltatori ad argomenti come Le ferite di Caporetto o Il senso della morte nel Medioevo, i titoli di due puntate. Il programma è costantemente in cima alle classifiche di Spotify e altre piattaforme audio come Spreaker; in più di un’occasione è riuscito a battere nelle classifiche mensili 2021 Top Podcast di Spotify il programma Muschio Selvaggio condotto da due beniamini della Generazione Z come il rapper Fedez e il videomaker Luis Sal. Dei quali Barbero è stato ospite, a testimonianza del nuovo interesse raggiunto in un pubblico più ampio rispetto a prima. Costantemente nelle prime 20 posizioni delle chart sono anche Mitologia: le meraviglia del Mondo Antico del professor Alessandro Gelain, mentre in rampa di lancio ci sono Gocce di Storia e Bistory, altri due programmi in italiano che raccontano vicende storiche e di geopolitica. La durata media sorpassa di solito i 40 minuti ad episodio, ma questo non sembra spaventare gli appassionati: i risultati dei programmi citati certificano il gradimento della storia nel crescente settore dei podcast (8.5 milioni gli ascoltatori mensili in Italia nel 2020). Insomma, sembra davvero l’epoca del ritorno alla storia.

I canali online di storia

Sulle piattaforme online sono stati creati canali a tema storico che raggiungono numeri record: accanto a quelli più prettamente didattici, appaiono contenuti caratterizzati da linguaggi e grafiche tipiche del web. Fra gli account di storia in italiano su YouTube, che ben si presta a proporre videolezioni, ecco Nova Lectio (23 milioni di visualizzazioni), Avlas (1,7 milioni) e Prof. Daniele Coluzzi (2 milioni e mezzo). “L’idea di un canale di divulgazione storica e culturale è nata proprio dal mio lavoro: sono un insegnante e ho pensato di creare uno spazio per materiale didattico di ripasso e approfondimento” – spiega Coluzzi, il cui video più visto finora è La rivoluzione russa, con 148mila visualizzazioni – “ho cominciato così a registrare delle videolezioni per i miei studenti, mosso anche dall’idea che la divulgazione sui social network sia non solo possibile, ma necessaria”. Quelle lezioni sono state caricate su YouTube e il bacino di utenza si è allargato. Alcuni creator come Coluzzi si mostrano davanti la telecamera, altri preferiscono fare un voiceover su immagini e filmati di repertorio.

Diario di Charlotte nasce come progetto di didattica a distanza durante la pandemia. Ho pensato che in una situazione così inusuale fosse importante sostenere gli studenti. Per lo studio, sicuramente il più adatto è YouTube, mentre per un intrattenimento leggero suggerisco TikTok o Instagram” dice Charlotte Gandi, del canale Diario di Charlotte con 800mila view totali. Gli autori infatti sono presenti su più piattaforme e adattano il contenuto al sito utilizzato: le vicende storiche si prestano a essere raccontate con parole ogni volta diverse. Riguardo il periodo storico più apprezzato dai fan, Coluzzi non ha dubbi: “Le persone sono attratte dal Novecento; scorrendo tra i commenti, le videolezioni di storia contemporanea sono viste anche da tanti che vogliono semplicemente rispolverare alcune nozioni o farsi un’idea su argomenti che finora hanno assimilato in modo confuso. Tutta la storia serve a spiegare il presente, anche quella più antica”. Oltre a YouTube, Coluzzi propone video storici anche su altri social: “Attualmente pubblico su Instagram e su TikTok, in una forma chiaramente del tutto diversa. Su TikTok ad esempio la comunicazione è rapida, non si possono fare video-lezioni vere e proprie, e allora mi concentro su curiosità storiche e sulla storia della cultura popolare, che mi sembra ottenga veramente tanto successo”. La sua serie Morti Male, dedicata ai personaggi storici deceduti in circostanze curiose, è arrivata alla 14esima puntata su TikTok e l’ha aiutato a raggiungere 700mila like sulla app popolare tra i teenager.

Leggendo i commenti ai video di storia su YouTube, si nota come manchino frasi negative e hater che piagano tantissimi altri filmati di successo sulla piattaforma. È perché i video non interessano agli utenti comuni o la storia ha qualcosa di diverso rispetto ad altri argomenti? “Le materie umanistiche funzionano in rete perché toccano l’umanità delle persone” – conclude Gandi – “la storia, ma anche la letteratura, sono discipline umane dotate di un fascino arcaico e incredibile, che ancora oggi sembra arrivare al cuore della gente (per fortuna). Quindi le piattaforme aiutano, ma è la sostanza che conta”.

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