Abbiamo il film più brutto dell’anno: Cosmic Sin

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Siamo nell’anno 2524 e già l’impressione è che qualcuno se ne sia uscito con questa data alla fine di tutto, a film già girato e montato, perché niente in Cosmic Sin suggerirà che siamo 500 anni nel futuro. Niente. A meno che in quel mezzo secolo la razza umana non abbia fatto nessun progresso se non inventare un motore in grado di farci viaggiare nello spazio. Tutto il resto infatti, dall’abbigliamento, alla moda, alle armi fino ai pulsanti, le cuffie e i monitor sono rimasti quelli del 2021. Anche le macchine sono volanti ma quelle che rimangono a Terra sono le Jeep come le conosciamo. La gente ascolta dischi da un juke box in un bar servito da un robot ma con camicie a scacchettoni. Insomma il 2524.

In questo mondo così remoto e sconosciuto (!) la razza umana ha colonizzato alcuni pianeti senza trovare nessuno fino a che, stranamente, c’è un primo contatto con una forma di vita aliena che prende possesso dei corpi delle persone che incontra. Sono ostili e in fretta scopriamo che c’è un esercito pronto a passare attraverso un portale e venirci a conquistare. L’esercito nostrano decide di mandare un manipolo di volenterosi e anche Bruce Willis per combatterli impedendo una guerra prima che avvenga. E li veste con degli esoscheletri così poveri che quando si muovono troppo velocemente le parti meno fissate al corpo sventolano svelando di non essere di metallo ma di plastica. Cosmic Sin è così: un film Asylum (la famigerata casa di produzione di Sharknado e Transmorphers) con un budget cinque volte superiore al solito (il che vuol dire comunque 10 volte inferiore a quello dei film di fantascienza di serie A) e nessuna remora.

Scritto e diretto dalla mente di Edward Drake, il film ci prova tantissimo a costruire un mondo e sembra aver letto tutti i manuali ma non averli mai potuti applicare. I dialoghi sono pieni di riferimenti a protocolli, gerarchie, situazioni, altri personaggi, regolamenti, sovrastrutture ecc. ecc. Ma non riesce a fare niente che non sia derivativo e arranca anche solo a creare un abbigliamento vagamente futuro. Perché se vedere soldati del 2524 con cappelli da baseball un po’ è sconfortante, questo è nulla rispetto al fatto che poi gli alieni sono agghindati come i Nazgul del Signore Degli Anelli! L’unica speranza del film sarebbe, se non altro, divertire, fare un po’ di azione (quella non costa troppo, basta saperla fare) ma è così concentrato nella sua mitologia e nell’intensità dei suoi insegnamenti da risultare solo noioso. Più spari (con le nostre pistole e le nostre pallottole, perché anche quello non è cambiato in 500 anni) e meno dialoghi avrebbero reso le due ore meno pesanti.

Il punto è che invece Edward Drake pensa di essere Christopher Nolan e gli piace molto l’esercito e l’etica militare, così infarcisce il film di riferimenti e dialoghi camerateschi, addirittura polemiche e attacchi a chi non si sporca le mani ma comanda gli eserciti senza curarsi dei soldati, affida una quantità spropositata di battute brevi a Bruce Willis, che per tutto il film si gira e dice una cosa, spesso molto intensa, senza un vero perché, fino a che non fa quello per cui è pagato, cioè l’espressione dura che conosciamo e impugnare la pistola come suo solito, con le braccia distese e l’orecchio poggiato sulla spalla riparandosi davanti ad una saracinesca (saracinesca del futuro, s’intende), una posa che è un marchio di fabbrica. L’impegno è al minimo; con tutta probabilità nemmeno lui guarda più i film in cui presenzia.

L’altro nome che fa bella mostra di sé nei credits sarebbe Frank Grillo, star del cinema di serie B sempre in lotta per passare alla serie A in ruoli che non siano di comprimario, faccia da action movie e grande tensione, attore di poche espressioni ma tutte giuste e grande presenza fisica, uno che il destino ha voluto non potesse diventare come Bruce Willis ma che non smette di provarci. Qui se lo dimenticano nello spazio, recita per quasi tutto il tempo davanti ad un green screen male illuminato (con la pessima idea di rimediare a questo in postproduzione, come una macchia pulita con un’altra macchia), con un pessimo effetto di fluttuazione e non se ne capisce mai davvero l’utilità.

Cosmic Sin è insomma il film di fantascienza con meno immaginazione che si sia visto negli ultimi decenni, almeno dai tempi di Battaglia per la Terra. Di certo il più inutile e goffo, con una passione insensata per i numeri alti (non solo l’anno 2524 quando bastava meno ma anche l’esercito alieno che arriva da un luogo distante 608.567 anni luce!) e nessuna ma proprio nessuna autoironia. Anzi. C’è lungo tutto il film un terribile senso di serietà e pomposa epica battagliera dei pochi contro i molti, dei coraggiosi contro i vigliacchi che aggrava questo film para-amatoriale con star di un peso che anche Michael Bay farebbe fatica a sostenere.

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