Come si sono regolati gli altri Paesi europei con la riapertura delle scuole

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L’annuncio del governo di ripristinare la didattica in presenza per tutte le scuole, in tutte le regioni, non è stato accolto in maniera positiva da sindacati e dai dirigenti scolastici. Secondo le associazioni di categoria, nelle scuole italiane sarà difficile rispettare il distanziamento di un metro tra gli studenti e le studentesse e accogliere tutti in presenza. Per questo chiedono una modifica del protocollo di sicurezza. Nel frattempo, nel resto d’Europa, in alcuni paesi le scuole sono aperte da febbraio, mentre in altri stanno riaprendo proprio in queste settimane.

Spagna

In Spagna le scuole non hanno praticamente mai chiuso. Secondo un recente report dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), la Spagna è stato uno dei paesi in cui gli studenti hanno perso meno giorni di scuola durante la pandemia. Lo Stato ha imposto immediatamente quarantene preventive per tutte le classi in cui risultassero persone positive, l’uso obbligatorio della mascherine dai 6 anni di età, regole di distanziamento sociale e stretti protocolli igienici per studenti, insegnati ed edifici scolastici.

Francia

Anche in Francia le scuole sono rimaste sempre tendenzialmente aperte, tranne che tra marzo e maggio dell’anno scorso e durante le festività. Anche Oltralpe le regole più comuni sono l’obbligo della mascherina dai 6 anni di età e il distanziamento sociale. Dal 12 febbraio basta che una persona risulti positiva alla variante sudafricana o brasiliana per chiudere un’intera classe, mentre per altri ceppi viene chiusa dopo tre casi. Inoltre, studenti e insegnanti si sottopongono a test regolari, svolti direttamente nelle scuole con il supporto di oltre 1.700 studenti di medicina o altri settori sanitari abilitati a eseguire tamponi. Tuttavia, lo scorso 31 marzo, il presidente francese Emmanuel Macron ha imposto il ritorno alla didattica a distanza per tutte le scuole, a causa dell’insorgenza della terza ondata.

Germania

In Germania invece, le scuole sono aperte dallo scorso 22 febbraio per tutti gli studenti e le studentesse fino ai 12 anni di età. Mentre in questi giorni riapriranno anche i licei. Le autorità di Berlino hanno dato priorità alla vaccinazione per circa 100mila dipendenti delle scuole primarie, ma a seguito delle proteste dell’Associazione degli insegnanti tedeschi, anche tutti i docenti della scuola secondaria saranno vaccinati prioritariamente. Inoltre, per garantire le aperture, studenti e insegnati eseguono test per Covid-19 due volte a settimana. I licei hanno organizzato la didattica dividendo ogni anno scolastico in gruppi da 70-75 persone e consentendo l’accesso in classe a un massimo di 15 studenti alla volta, organizzando delle turnazioni per garantire a tutti la possibilità di fare lezione in presenza. Anche in Germania vige l’obbligo di mascherina all’interno degli edifici scolastici e il rispetto del distanziamento sociale.

Dall’Austria alla Grecia

Tutte le scuole sono aperte da febbraio anche in Austria, dove insegnanti e alunni devono sottoporsi a test una volta a settimana. In caso contrario si resta in didattica a distanza. Mentre in Grecia e in Repubblica Ceca, tutte le scuole hanno riaperto lo scorso lunedì 12 aprile. In Grecia, la riapertura è stata sostenuta anche dalla distribuzione gratuita dei kit per effettuare il tampone in maniera autonoma a tutte le famiglie. Gli studenti e gli insegnanti sono obbligati a sottoporsi a test due volte a settimana.

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