Il governo lavora a una nuova proroga dello smart working semplificato

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Postazione di lavoro in smartworking Foto di Anete Lusina da Pexels

Il piano vaccinale ha raggiunto con due dosi 4,4 milioni di persone in Italia, ma intanto si avvicina la scadenza per il regime semplificato dello smart working aziendale. Gli emendamenti di fine febbraio al decreto Milleproroghe hanno posticipato la scadenza della procedura facilitata per il lavoro agile dei dipendenti, dal 31 marzo fino al 30 aprile. Ora in seno alla maggioranza di governo si discute della necessità di prolungare fino all’autunno tale modalità, introdotta per la prima volta il primo marzo 2020, dall’ex governo Conte bis nei primi giorni della pandemia in Italia.

Allora, il decreto della presidenza del Consiglio (dpcm) accordava la possibilità di effettuare il caricamento telematico massivo delle comunicazioni di smartworking, senza dover passare da accordi individuali concordati in modo formale fra azienda e dipendente, come vorrebbe la legge ordinaria (la numero 81 del 2017), che in assenza di proroga tornerebbe in vigore tra appena dieci giorni. Una simile eventualità costringerebbe le aziende a convocare i dipendenti, per stipulare un accordo scritto e una serie di adempimenti burocratici che, date le circostanze, potrebbero creare non pochi problemi.

Allo studio ci sarebbe quindi l’estensione dello smartworking semplificato fino al 30 settembre, con un provvedimento che dovrebbe essere inserito nel decreto Sostegni 2, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore. Un gruppo di lavoro sarebbe già riunito intorno al ministro alla partita, Andrea Orlando. Nel precedente decreto legge del 22 marzo lo smart working semplificato era stata confermato fino al 30 giugno solo per i lavoratori fragili e con disabilità grave.

Tuttavia, se prima della pandemia in Italia erano registrati 570mila smartworkers a marzo 2021 sono oltre 6 milioni. Nei prossimi sei mesi saranno almeno tre milioni i professionisti che sceglieranno questa modalità, secondo Randstad Research. Tra i lavoratori “smart” 2,1 milioni sono occupati in grandi aziende, 1,1 milioni delle pmi, 1,5 milioni delle micro-imprese e oltre 1,8 milioni nella pubblica amministrazione, secondo l’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano. In Italia oltre il 40% dei lavoratori durante la pandemia ha lavorato esclusivamente da casa. Solo Irlanda e Belgio hanno avuto una percentuale più alta nell’Unione europea, dove la media è stata del 34%.

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