I grandi della Terra si riuniscono per discutere del futuro del clima

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(Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)

Nonostante le recenti tensioni diplomatiche, anche i presidenti di Cina e Russia parteciperanno al summit sul clima voluto dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che comincerà oggi in concomitanza con la 51esima Giornata mondiale della Terra. Dopo l’uscita dagli accordi di Parigi, durante l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump, gli Stati Uniti stanno provando a riprendere la leadership della lotta al cambiamento climatico, portando attorno a un tavolo virtuale 40 leader mondiali, inviati delle Nazioni Unite, capi di aziende a organizzazioni ambientaliste. Il vertice durerà due giorni e sarà articolato in cinque sessioni tematiche. L’obiettivo del summit sarà quello di trovare una modalità condivisa da tutti i paesi per rispettare e portare a termine gli impegni sanciti dall’Accordo sul clima di Parigi del 2015.

Secondo l’agenda del vertice, pubblicata dal Dipartimento di stato degli Stati Uniti, la prima sessione si concentrerà sull’obbiettivo di continuare a limitare il riscaldamento globale, cercando di ridurre il trend che ha portato il 2020 a essere l’anno più caldo di sempre dal 1850. Durante questa sessione, chiamata Aumentare la nostra ambizione climatica, i leader globali potranno esporre sfide e azioni compiute nei propri paesi per contrastare l’aumento delle temperature.

Nella seconda sezione, Investire in soluzioni per il clima, il focus verterà sull’uso delle finanze pubbliche per diminuire gli effetti devastanti della crisi climatica sulle popolazioni, come l’aumento delle siccità, delle carestie e la distruzione di ecosistemi fondamentali. In particolare, il dibattito dovrebbe concentrarsi sul sostegno delle economie più sviluppate ai paesi emergenti e più poveri, per sostenere la transizione energetica e uno sviluppo verde. Infine, i leader discuteranno sui passi necessari da intraprendere per spostare 3.000 miliardi di dollari di investimenti privati, al fine di sostenere la transizione energetica globale e raggiungere un’economia a emissioni zero.

La terza sessione, Adattamento e resilienza, verrà divisa in due round di lavoro e sarà un’occasione per condividere le buone pratiche intraprese dai diversi paesi, per rispondere all’impatto dei cambiamenti climatici. Nella prima parte verranno analizzate le strategie di contrasto più all’avanguardia e si prenderanno in considerazione l’esperienza sul campo dalle comunità locali e, in particolare, dalle comunità indigene. Nella seconda parte, verrà prima affrontato il tema della sicurezza climatica e dell’impatto che i cambiamenti climatici hanno sul piano militare e strategico, per poi passare all’analisi di soluzioni naturali per ridurre le emissioni di CO2 e per intervenire nel recupero e nella tutela degli ecosistemi terrestri, danneggiati dall’attività umana.

Quarta e quinta sessione, che avranno luogo nella giornata di domani, saranno concentrate sul ruolo dell’innovazione digitale nel contrasto ai cambiamenti climatici e sulle opportunità economiche che ne possono derivare.

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