Problemi cognitivi nei bambini e salute mentale da adulti: attenzione al legame

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Il 10% dei bambini e degli adolescenti nel mondo soffre di un disturbo mentale, e il 75% dei disturbi mentali diagnosticati in età adulta, mostrano i primi segni già durante l’infanzia e l’adolescenza. I bambini che soffrono di disturbi cognitivi, ad esempio, da grandi potrebbero sviluppare dei problemi di salute mentale.

In particolar modo, potrebbero soffrire di un disturbo borderline della personalità, di depressione e di psicosi.

A renderlo noto sono gli autori di un nuovo studio condotto dai membri dell’Università di Birmingham e pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Network Open.

Gli esperti hanno scoperto che i bambini con problemi come scarsa attenzione, scarsa memoria o mancanza di inibizioni possono sviluppare problemi di salute mentale da adolescenti e nella vita adulta.

Per arrivare a questa conclusione, gli autori hanno arruolato un campione di 13.988 persone nate tra l’aprile del 1991 e il dicembre del 1992. Quindi, hanno analizzato la potenziale connessione tra specifici problemi cognitivi dell’infanzia e l’eventuale sviluppo di problemi di salute mentale in età più avanzata.

Problemi cognitivi nei bambini e disturbi mentali da adulti sono collegati?

Ebbene, dalle analisi è emerso che i deficit dell’attenzione nei bambini sono collegati a un maggior rischio di sviluppare un disturbo borderline di personalità a 11-12 anni e un problema di depressione a 17-18 anni. Un deficit di inibizione nei bambini di 8 anni è inoltre associato a esperienze psicotiche all’età di 17-18 anni. E infine, i deficit di memoria nei bambini di 10 anni sono correlati a episodi di ipomania all’età di 22-23 anni.

Questo studio è molto importante, poiché permette di identificare i disturbi cognitivi dei bambini che indicano il possibile sviluppo di disturbi mentali in adolescenza e in età adulta.

Strategie di prevenzione e risoluzione dei problemi cognitivi infantili potrebbero dunque aiutare a ridurre il rischio di sviluppare tali problemi più avanti nella vita.

via | ScienceDaily
Foto di Mary Pahlke da Pixabay