C’è un razzo cinese che sta per rientrare sulla Terra e non sappiamo dove cadrà

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(foto: CGTN)

Dopo essere partito da Wenchang, nella provincia cinese di Hainan, il 29 aprile scorso e aver portato in orbita il primo modulo della stazione spaziale cinese, che dovrebbe essere completata alla fine del 2022, lo stadio centrale del razzo Long March 5B sta tornando sulla Terra. Tuttavia il suo rientro, che dovrebbe essere intorno al 10 maggio con un’incertezza di un paio giorni, sta avvenendo in modo incontrollato e il luogo del suo atterraggio, quindi, è ancora sconosciuto. Probabilmente i suoi frammenti, secondo gli esperti, cadranno negli oceani, che coprono il 70% circa della superficie terrestre. Va anche precisato che la maggior parte dei detriti tende a bruciare nell’atmosfera e solamente alcuni frammenti possono arrivare sul nostro pianeta.

“L’ultima volta che hanno lanciato un razzo Long March 5B si sono ritrovati con grandi detriti che volavano nel cielo e hanno danneggiato diverse costruzioni in Costa d’Avorio”, ha commentato al Guardian Jonathan McDowell, astrofisico dell’Astrophysics Center dell’Università di Harvard. Ricordiamo, infatti, che non la prima volta che un modulo del razzo Long March 5B precipiti senza controllo. Come vi avevamo raccontato, lo scorso anno (esattamente l’11 maggio 2020), i frammenti dello stadio centrale del razzo cinese Long March 5B, erano caduti nell’oceano Atlantico, nella costa occidentale africana. Anche in quel caso, il rientro era avvenuto in modo incontrollato tenendo con il fiato sospeso anche l’Italia che con il radiotelescopio Croce del Nord, e la collaborazione dell’Inaf di Bologna, l’Agenzia spaziale italiana, l’Aeronautica militare, il Politecnico di Milano, l’Isti-Cnr di Pisa, l’azienda aerospaziale Vitrociset e l’Università di Malta, è riuscita a monitorare la traiettoria di Long March 5B e raccogliere dati che hanno contribuito a calcolare della finestra temporale di rientro.

Attualmente, lo stadio del razzo cinese, come racconta SpaceNews, orbita intorno alla Terra ogni 90 minuti a una velocità estremamente elevata che anche un piccolo cambiamento potrebbe modificare il luogo di impatto anche a migliaia di chilometri di distanza. Sulla base della sua orbita attuale, analoga a quella dello scorso anno, il rientro dovrebbe avvenire “nella fascia compresa fra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud, e che comprende anche l’Italia centrale e meridionale”, ha spiegato all’Ansa Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa, sottolineando tuttavia che l’orbita potrebbe subire variazioni ed è presto, quindi, per trarre conclusioni.

A differenza della versione di base (Long March 5), la versione 5B ha il compito di portare in orbita bassa carichi massicci. “In sostanza, tutto il propellente del razzo viene sfruttato per portare a destinazione un carico eccezionale, dopodiché non è più possibile controllarne il rientro”, continua Anselmo. Dal 1990, ricorda il Guardian, i lanci spaziali prevedono che nessun oggetto oltre le 10 tonnellate sia volontariamente lanciato in orbita per rientrare poi in modo incontrollato (lo stadio del Long March 5B si aggira intorno alle 2o tonnellate). “La cosa spiacevole è che è davvero negligente da parte della Cina, ha concluso McDowell. “Oggetti di più di dieci tonnellate non li lasciamo cadere dal cielo intenzionalmente”.

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