Silvio Berlusconi: cronistoria dei ricoveri

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Ormai da mesi, e in particolare dopo aver contratto il Covid-19, Silvio Berlusconi entra ed esce dall’ospedale a cadenza quasi regolare.
Facciamo il punto della situazione ad oggi sulle condizioni di salute di Berlusconi, con una cronistoria dei ricoveri dell’ex-premier.

Berlusconi fuori e dentro l’ospedale: la cronistoria

Il 2 settembre 2020, prima ancora della vera e propria esplosione della seconda ondata della pandemia, Berlusconi era risultato positivo al Covid, venendo ricoverato di conseguenza. Inizialmente si è parlato di un ricovero unicamente in via precauzionale, data l’età (83 anni) e le patologie pregresse, in particolare problemi di natura immunitaria e cardiaci, di cui soffriva il leader di Forza Italia. Nel 2016 aveva infatti subito un intervento a cuore aperto particolarmente delicato.

Sebbene inizialmente il medico di fiducia Alberto Zangrillo si fosse detto poco preoccupato – addirittura si parlava di asintomaticità -, e sebbene il 14 settembre Berlusconi fosse stato dimesso dal San Raffaele di Milano, nel giro di pochi giorni erano stati confermati un “blando coinvolgimento polmonare” e una positività al virus che dopo varie settimane ancora persisteva a causa di una carica virale particolarmente alta che nei mesi seguenti hanno causato una serie di strascichi da tenere costantemente monitorati. Lo stesso Berlusconi aveva parlato di una lotta “per uscire da questa infernale malattia, è molto brutta”.

A gennaio erano poi stati necessari degli accertamenti presso il Centro Cardiologico del Principato di Monaco, con “15 giorni di riposo domiciliare assoluto” per via di un problema cardiaco aritmologico.
“Desidero tranquillizzare tutti: sono in buone condizioni di salute, il mio ricovero si è reso necessario solo per alcuni accertamenti poco più che di routine impostimi dalla prudenza dei miei medici curanti”, aveva commentato l’ex-premier, che il 21 marzo era poi stato nuovamente ricoverato per tre giorni al San Raffaele per una serie di accertamenti.

Il 6 aprile Berlusconi era poi stato nuovamente ricoverato, stavolta per 24 giorni – venendo dimesso il 1 maggio. Il ricovero si era reso necessario per via di “alcuni strascichi post-Covid”, ed era giunto in clinica in elicottero dall’abitazione della figlia Marina, a Châteauneuf-Grasse.
Dalla data del ricovero, il leader forzista non aveva più rilasciato dichiarazioni, né in video, né scritte. Addirittura, si è parlato di un “compromesso” raggiunto con Zangrillo che gli avrebbe consentito di tornare a casa, ovvero l’allestimento di una vera e propria stanza d’ospedale nella villa di Arcore, per poter continuare a tenere monitorato l’ex premier. Apparentemente, infatti, il medico si sarebbe detto fortemente contrario alle dimissioni.

L’ultimo ricovero al San Raffaele è poi arrivato l’11 maggio: Berlusconi era stato visto entrare in ospedale attorno alle cinque del mattino, “particolarmente affaticato, e sorretto dalle guardie del corpo e dal medico curante”.
Da allora, è seguito il massimo riserbo sulle sue condizioni di salute, sebbene alcune indiscrezioni parlino di un quadro clinico particolarmente grave.

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