Le conseguenze fisiche della depressione: a rischio anche i reni?

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La depressione è una malattia spesso sottovalutata, ma in realtà può influenzare la vita di chi ne soffre in molti modi diversi. Non si tratta solamente di “tristezza”. Si tratta di una condizione che provoca anche molte altre conseguenze, a cominciare dai sintomi fisici come la mancanza di energie, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria e persino disturbi ai reni.

A rivelarlo è un nuovo studio condotto su un campione di quasi 5000 persone e pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, secondo cui le persone che soffrono di depressione corrono un maggior rischio di sviluppare dei problemi renali nel corso della vita.

Lo studio ha preso in esame le informazioni su 4.763 persone con reni sani. Il 39% dei partecipanti all’inizio del follow up della durata di 4 anni soffriva di gravi sintomi depressivi. Dopo il periodo di studio, 260 partecipanti (ovvero il 6%) hanno sperimentato un declino della funzione renale. Gli autori hanno osservato l’esistenza di un’associazione significativa tra i sintomi depressivi iniziali e lo sviluppo di questi problemi.

Conseguenze fisiche della depressione: anche i reni sono a rischio

Nello specifico, chi soffre di depressione corre un rischio 1,4 volte maggiore di sperimentare una rapida riduzione della funzione renale rispetto a chi invece non ne soffre.

Come spiegano gli stessi autori, questa ricerca è molto importante, poiché potrebbe permettere di ridurre il rischio di soffrire di malattie ai reni:

La malattia renale cronica è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, l’insufficienza renale e la mortalità in tutto il mondo. Pertanto, l’identificazione di fattori di rischio modificabili può ridurre l’enorme peso della malattia renale cronica e delle sue complicanze correlate, portando alla diagnosi precoce e alla prevenzione.

Insomma, conoscere le conseguenze fisiche della depressione potrebbe aiutare i medici a prevedere – e quindi prevenire – il possibile sviluppo di patologie renali.

via | ScienceDaily
Foto di Małgorzata Tomczak da Pixabay